🔸 A Budrio, dove iniziano i trionfi degli atleti paralimpici (e la speranza per tutti). Là vengono create le protesi di molti azzurri: una eccellenza italiana nel mondo tra gesso e fibra di carbonio, tra robot e stampanti 3D.
ra la Via Emilia e le medaglie paralimpiche c’è Vigorso di Budrio. Qui, a nord est di Bologna, nella placida campagna di frumento trebbiato, si distende la teoria di piccole palazzine che formano il Centro protesi Inail. Era un sanatorio di fine ’800, oggi è la terra promessa dove invalidi sul lavoro e invalidi civili cercano di nuovo la vita e, magari un trionfo. Perché è qui che vengono molti atleti dell’Italia in gara a Tokyo.
A Vigorso arrivano gli atleti - ora sono una ventina quelli della Nazionale seguiti al Centro, otto dei quali hanno ottenuto il pass per Tokyo - in base a un accordo con il Comitato italiano paralimpico e «il loro percorso non differisce da quello di ogni altro paziente», spiega Andrea Cutti, responsabile della ricerca applicata.
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