Si riapre il caso 'ius soli'. Il sottosegretario Molteni: 'Ecco i rischi'
L'Italia rischia di regalare la sua cittadinanza a chi la odia. Segnalano anche questo paradosso le scene inquietanti viste al Garda, con l'ostentata occupazione del territorio sfociata in un assedio al grido di «questa è Africa».
Se andassero in porto i progetti di «Ius soli» o altri automatismi simili si potrebbe arrivare a concedere lo status di cittadino non a chi lo merita, ma a un esercito di persone che fa dell'ostilità per il Paese d'accoglienza un elemento identitario . Questo è il pericolo prospettato dal centrodestra, per esempio dal sottosegretario leghista Nicola Molteni, ma timori in questo senso vengono evocati anche al di fuori del mondo politico.
Le molestie contro le ragazze ripropongono il copione delle violenze collettive di Capodanno, a Milano che a loro volta hanno replicato quelle del 2016 Colonia. Dopo l'episodio del Duomo, l'imamessa italo-somala Maryan Ismail ha evocato la taharrush jama'i, le molestie collettive già viste nella piazza tedesca o al Cairo.
«Quel che è accaduto - avverte Molteni - è l'esatta dimostrazione di cosa significherebbe dare la cittadinanza facile e breve a chi mostra quel disprezzo. Questo penso quando leggo frasi come portiamo l'Africa qui o donna bianca. Io voglio riaffermare il principio che la cittadinanza non è uno strumento di integrazione ma l'approdo di un processo che deve premiare chi ama un Paese e ne assorbe cultura e valori. Non si può regalare.
Molestata perché donna, insultata perché bianca o anche aggredito perché ebreo. Sono segnali. La Francia, dove gli ebrei scappano da anni, è l'emblema di ciò che paventa chi teme «maglie troppo larghe». E a Milano, un professionista ebreo ha denunciato di essere stato più volte aggredito solo perché portava la kippah.
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