In Italia sono coltivati 20.000 ettari di erbe aromatiche, tra cui spicca il coriandolo destinato all'esportazione di sementi verso l'Asia. Il valore combinato di importazioni ed esportazioni ha superato i 1,349 miliardi di euro nel 2025, trainato principalmente dagli oli essenziali. La Fippo, in accordo con ISMEA, prepara un nuovo studio da pubblicare in autunno, mentre il 25 giugno si terrà un convegno al Ministero dell'Agricoltura per analizzare le prospettive del settore.
Menta, passiflora, rosmarino, salvia, lavanda e ortica tra le altre. Ma soprattutto coriandolo. In Italia ci sono 20mila ettari di terreni dedicati all’aromatica della cucina orientale .
Che distanzia, in numeri e di parecchio, le altre coltivazioni ricomprese nelle nove categorie doganali tra erbe aromatiche e piante officinali. Il più mediterraneo bergamotto è al secondo posto con 1.500 ettari circa.
«Il coriandolo viene in effetti prevalentemente esportato, non in quanto spezia ma come materiale sementiero e proprio verso oriente: Pakistan, India, Cina, Vietnam», spiega Andrea Primavera, agronomo e presidente della Fippo, Federazione italiana dei produttori di piante officinali, fondata nel 1995 con l’obiettivo di promuovere iniziative per lo sviluppo, la formazione, la ricerca e comunque la conoscenza della coltivazione delle piante officinali. La Federazione ha stilato nel 2025 un protocollo d’intesa con Ismea per un nuovo studio sui dati di settori che sarà pronto possibilmente nell’autunno.
L’ultimo report ufficiale, predisposto proprio dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, risale infatti al 2013. I primi nuovi dati del mercato italiano stanno già emergendo.
«Il valore globale, che considera importazioni ed esportazioni, ha raggiunto nel 2025 la cifra di un miliardo 349 milioni di euro. Era circa un miliardo nel 2023 – sottolinea Primavera – I nove codici doganali oggi considerati sono le piante medicinali, le spezie, gli oli essenziali, gli estratti di lacche e resine e altri derivati botanici fra cui quelli per la concia.
Il gruppo degli oli essenziali rappresenta la gran parte del valore di mercato, pur non essendo invece il maggiore dal punto di vista ponderale». Il 25 giugno si farà il punto con un evento che ha il patrocinio del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, nella sala Cavour nella sede del ministero di via XX Settembre. Un mondo anche diversificato.
Cooperative di produttori con annesso centro di trasformazione, piccoli e medi coltivatori indipendenti che forniscono all'ingrosso su contratto, piccoli coltivatori che commerciano al dettaglio, aziende che si occupano di coltivazione, trasformazione e commercializzazione.
«Si possono distinguere due tipologie di aziende – spiega Primavera – Ci sono imprese di agricoltura tradizionale che fanno produzione in superfici ampie, sopra i dieci ettari, e che conferiscono all’industria. Ma sono la minoranza. Per la gran parte sono aziende a filiera corta, che lavorano e trasformano il prodotto fino alla vendita al consumatore finale.
I dati delle Camere di Commercio dicono che ci sono 1.300 aziende con il codice Ateco 0128, che riguarda la coltivazione di spezie, piante aromatiche e farmaceutiche. Le aziende più strutturate non superano però le 500 unità». La Fippo conta duecento soci.
«Considerate le cooperative rappresentiamo oltre 350 coltivatori», aggiunge il presidente, coltivatore a sua volta. Ha aperto l’azienda agricola nel 2012 .
«All’inizio con mezzo ettaro, poi dopo cinque anni sono diventati 15 ettari e ora sono 90. Produciamo erbe essiccate di nove specie diverse, dalla melissa alla passiflora all’origano, per il mercato all’ingrosso. Per il 90% esportiamo, in prevalenza in Germania, Austria, Francia e Stati Uniti». Da una parte si esporta, ma molto si importa.
«Per valore di mercato l’Italia in Europa si trova al terzo-quarto posto, più o meno allineata alla Spagna, dietro a Germania e Francia – riepiloga Primavera – In Italia si coltivano 140 tipologie di piante officinali. La coltivazione di tantissime spezie non super però i 200 ettari, come basilico, passiflora o camomilla. Quasi il 75% dei prodotti è di importazione, soprattutto le piante medicinali usate per farmaci.
Si importano per esempio le foglie di vite rossa, il cardo mariano, il meliloto, il carciofo. Perché non si produce di più in Italia? Per una questione direi strutturale. Fino al 2018 non c’era una legge che chiaramente indicasse che l’agricoltore potesse coltivare piante medicinali e non c’è stata una politica comune neppure a livello europeo».
E succede che di anno in anno si creino vuoti nella disponibilità di materie prime.
«Ci troviamo ad affrontare una fase storica in cui la raccolta spontanea sta declinando fortemente – dice il presidente – Nelle zone montane, per esempio. E questo crea una carenza importante di materie prime».
«In effetti, più del 70% delle erbe utilizzate in Italia ha provenienza europea o extra europea. Eppure il Paese, per la sua conformazione, da nord a sud, si presterebbe molto per la coltivazione delle piante officinali: da menta e passiflora in Piemonte a ficus, origano e cactus in Sicilia», sottolinea Marinella Trovato, segretario generale di Assoerbe , che aggiunge: «Perché non accade?
A parte l’abbandono dell’agricoltura che si è verificato nei decenni, è un settore “povero”, anche se ora vive un momento di ritorno che coinvolge persone molto diverse dall’agricoltore di una volta, che scelgono di cambiare vita, di avvinarsi alla natura. Un altro problema riguarda i quantitativi: la parcellizzazione delle coltivazioni di piante officinali non rende appetibile l’acquisizione da parte dell’industria. È necessario, da parte di chi coltiva, crearsi un mercato: la redditività è legata alla quantità di terreno utilizzata.
Non stiamo parlando di grano o di coriandolo, appunto, che non è una pianta officinale ma una spezia da cucina». L’associazione è nata nel 1981 e riunisce le aziende che «distribuiscono o trasformano per poi distribuire i prodotti in Italia o piante funzionali o prodotti derivati come estratti e oli essenziali.
Le azienda alle quali si conferiscono materie prime sono le più diverse: alimentari, cosmetiche, del farmaco, veterinarie o di prodotti per la casa, basti pensare in questo caso ai detersivi che contengono aloe o jojoba. Ma anche erboristerie e farmacie dove ancora si miscelano e si vendono le erbe sfuse», spiega Trovato. Casalotti, ucciso dal vicino con una sola coltellata: «Le liti continue per tutto» Il tornado spaventa la Capitale.
Due feriti e 60 alberi crollati, Gualtieri: «Evento estremo e improvviso»Braccianti arsi vivi in auto, faro sul racket dei campi. Meloni: «Una barbarie». Indagini sui legami con la criminalità Pochi giudici: niente cause in Tribunale, i penalisti fanno sciopero. Scoppia il caso degli ausiliariRissa tra venti maranza a Jesolo, le botte sotto gli occhi dei passanti.
Il sindaco: «Valutiamo le zone rosse»Gianni Sperti e l'attico romano: la vista sul Gazometro, la zona giorno con ampie vetrate e il terrazzo curato
Coriandolo Piante Aromatiche Mercato Agricolo ISMEA Fippo
United States Latest News, United States Headlines
Similar News:You can also read news stories similar to this one that we have collected from other news sources.
UE, flessibilità di bilancio per l'Italia: resistenze nel Consiglio e priorità dell'Italia sui BalcaniLa Commissione Europea valuta di concedere all'Italia un margine dello 0,3% del PIL tramite la clausola di salvaguardia nazionale per fronteggiare la crisi energetica, ma incontra resistenze nel Consiglio dove si criticano i sussidi ai combustibili fossili. Il governo Meloni punta a investimenti verdi e rassicura Bruxelles, mentre la premier ribadisce le priorità italiane sull'allargamento UE ai Balcani.
Read more »
Borsa: l'Asia chiude contrastata e guarda all'Ia, sale il petrolioLe Borse asiatiche chiudono la seduta in ordine sparso con il sostegno delle società legate all'intelligenza artificiale. I mercati guardano con grande attenzione ai crescenti investimenti nel settore tecnologico. (ANSA)
Read more »
Il 'veterano' Pio Esposito guida la giovane Italia al successo in LussemburgoL'Italia del calcio ha provato a trovare un senso a questa amichevole quasi estiva, mentre altre 48 selezioni stanno per imbarcarsi per il Nord America.
Read more »
Banca d'Italia: «La svolta tecnologica può salvare l'Italia dalla stagnazione»«L'era dei computer si vede ovunque tranne che nelle statistiche della produttività». Quando nel 1987 il premio Nobel Robert Solow formulò quello che sarebbe passato...
Read more »




