Dalle paure che aveva da bambino ai pensieri che lo aiutano ad andare avanti: il conduttore si racconta Confessioni
nel quale Daniele veste i panni di un moderno investigatore che cerca di fare luce su misteri, leggende ed eventi inspiegabili che rischiano di portare lo spettatore a dormire con la luce accesa.«Nasce da domande ataviche, come la compresione dell'aldilà, che anche da bambino mi interessavano parecchio: con il mio lavoro sono finalmente riuscito ad approfondirle come si deve».
«Era cosa promozionale: mi divento nei travestimenti, ma sono un cagasotto. Chiedevo scusa a tutti i passanti».«Mi piace impersonare qualcun altro, credo che sia insito in ognuno di noi: mi piace il meccanismo psicologico che si innesta quando ti esuli da te».«Può capitare che dorma con la luce accesa o con la televisione in sottofondo, programmata con il timer: se ho dei pensieri inquieti, mi aiuta a rilassarmi.
«Riuscire a parlare delle debolezze che mi hanno accompagnato fino a farmi entrare in una crisi profonda mi ha aiutato tantissimo. È un argomento che è uscito dall'esperienza del: da allora, sono stato letteralmente sommerso dall'affetto e dalla richiesta di condividere questa storia. Confrontarsi fa bene, è il primo passo».«In realtà no.