Elezioni Brasile 2025: Lula e Flavio Bolsonaro testa a testa nei sondaggi. Si vota domenica, il ballottaggio è previsto il 25 ottobre. Tutti i dettagli.
Domenica si vota in Brasile per eleggere il nuovo presidente e i numeri dei sondaggi indicano un testa a testa tra Lula da Silva e Flavio Bolsonaro. Secondo le rilevazioni, Lula è accreditato di un consenso tra il 43% e il 45%, mentre Flavio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente Jair agli arresti domiciliari, è dato tra il 40% e il 42%. Poiché nessuno dei due sembra poter superare il 50% al primo turno, l'esito della sfida si deciderà con ogni probabilità al ballottaggio del 25 ottobre.
Un paese spaccato e il peso degli indecisi
La campagna elettorale ha evidenziato una profonda divisione nel paese. Metà degli elettori dichiara che non voterebbe mai per uno dei due candidati principali, mentre poco meno dell'altra metà si prepara a scegliere il cosiddetto meno peggio. Molti brasiliani andranno alle urne turandosi il naso, senza grandi speranze per il candidato scelto, ma con la convinzione di dover scongiurare l'elezione dell'avversario.
Gli altri candidati di centro e centrodestra sono staccatissimi nei sondaggi, ma il loro peso potrebbe rivelarsi decisivo per l'esito finale. Lula, dal canto suo, sperava in una vittoria più agevole e non ha preso seriamente in considerazione i numeri di coloro che giurano di non votare mai per lui. Oggi i due favoriti risultano sostanzialmente appaiati anche su questo fronte.
Le mosse di Lula per recuperare consensi
Di fronte alla ripresa delle inchieste elettorali di Flavio Bolsonaro, Lula ha deciso di intervenire sulle casse pubbliche con una serie di misure assistenziali. Ha promesso la distribuzione gratuita tramite il servizio sanitario di base delle cosiddette penne dimagranti, in stile Ozempic, che oggi fanno furore in Brasile. Inoltre ha sancito un aumento di circa 15 euro del Bolsa Familia, il più grande piano assistenziale del Sudamerica, che raggiunge poco più di 19 milioni di famiglie.
La mossa più discussa è stata però la proibizione con decreto-legge delle scommesse sportive e online, che stanno causando una vera epidemia di indebitati, casi di suicidio e una perdita complessiva di dieci miliardi di euro dai risparmi dei brasiliani nell'ultimo anno. Il provvedimento è entrato subito in vigore, ma dovrà essere approvato dal prossimo Parlamento per non decadere. Gli effetti immediati potrebbero spostare voti soprattutto tra le famiglie colpite dalla ludopatia.
Le critiche dell'opposizione e i conti pubblici
L'opposizione, a partire da Flavio Bolsonaro, ha accusato Lula di usare la carica presidenziale per fini elettorali, prendendo decisioni politiche a pochi giorni dal voto. Tali misure incideranno sul prossimo bilancio di uno Stato fortemente indebitato. Oggi il debito pubblico brasiliano equivale all'82,9% del Pil, una cifra così alta si era vista solo durante la pandemia, quando Bolsonaro varò un programma di aiuto emergenziale capace di raggiungere più di 60 milioni di persone.
La situazione dei privati è ancora più grave: otto famiglie su dieci sono indebitate e molte non riescono a pagare quanto devono. La colpa è di una scarsa educazione finanziaria ma anche degli altissimi interessi, tarati intorno al tasso di base stabilito dalla Banca centrale, che oggi è del 13,75%. Il Brasile si trova in un pericoloso circolo vizioso: i conti dello Stato sono in rosso, il debito è enorme, i tassi restano alti per evitare un collasso, ma le famiglie finiscono sul lastrico con rate e bollette da pagare.
La crescita del Pil stimata per quest'anno è del 2%, ma molto dipende dalle grandi esportazioni agricole, mentre industria, commercio e servizi sono fermi e i consumi risentono della mancanza di liquidità generale. Questi temi, insieme alla lotta alla criminalità, avrebbero dovuto essere al centro del dibattito elettorale, ma la campagna si è limitata a una serie infinita di accuse e scandali.
Lo scandalo Banco Master e il clima politico
Lula e Bolsonaro si insultano ogni giorno e non sono stati capaci di confrontarsi in un dibattito con regole chiare. La madre di tutti gli scandali riguarda il fallimento del Banco Master, un'istituzione finanziaria creata dal faccendiere Daniel Vorcaro. Il Master ha venduto per tre anni titoli di credito con coupon altissimi, fino al 20%, ma è fallito con un buco di 9 miliardi di euro. Vorcaro oggi è in carcere in attesa dei processi a suo carico.
Sul suo libro di favori e prebende sono comparsi giudici della Corte Suprema, presidenti di Camera e Senato, decine di parlamentari, oltre a governatori, sindaci e uomini dello spettacolo. Questo scandalo ha contribuito ad alimentare un clima di sfiducia e conflitto, rendendo la campagna elettorale ancora più tesa e polarizzata.
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