L’integrazione con Alleanza punta a migliorare la gestione del capitale e la raccolta netta, mentre la compagnia affronta l’impatto delle calamità e valuta le opportunità nel mercato assicurativo e bancassurance
L’integrazione con Alleanza punta a migliorare la gestione del capitale e la raccolta netta, mentre la compagnia affronta l’impatto delle calamità e valuta le opportunità nel mercato assicurativo e bancassuranceIl peso dei danni da catastrofi naturali si farà sentire ma con la giusta spinta della rete alla raccolta netta anche il 2026, come il 2025, supererà i target di piano.
È uno dei messaggi chiave che emerge dal colloquio fatto da Il Sole 24 Ore con Giancarlo Fancel, amministratore delegato di Generali Italia. Che a pochi giorni dal via libera alla fusione con Alleanza assicura: scelta migliore per l’ottimizzazione dei flussi verso la capogruppo.
Quanto al risiko bancario che indirettamente chiama in causa il Leone, un possibile accordo di bancassurance di Generali con Mps o UniCredit non darà vita «ad alcuna competizione diretta» e se vincerà l’Opas di Intesa sul Monte la logica non cambierà: «Siamo i numero uno del mercato e vorremo allungare la distanza sui secondi».sulla base del contenuto visualizzato. Il presidente dell’Ania ha lanciato l’allarme catnat: 4 miliardi di impatto sui bilanci delle compagnie dopo un’estate complicata.
Che effetti avrà su Generali Italia? L’allarme è chiaro. Non siamo ai livelli del 2023 ma manca ancora qualche mese, qualche rischio lo abbiamo ancora. In ogni caso i numeri li stiamo chiudendo ora considerato che molti degli eventi si sono concentrati tra luglio ed agosto, l’attesa è che siano inferiori a quelli di tre anni fa quando superammo il miliardo, credo che saremo nell’ordine di circa la metà.
L’idea di rendere obbligatoria la polizza catnat anche sugli immobili privati con il meccanismo della subordinazione agli atti amministrativi come la valutate? Non temete un boomerang in questa fase di forte pressione inflazionistica? Oggi il livello di educazione assicurativa è ancora molto basso. Dobbiamo continuare a investire sulla consapevolezza delle imprese e sono certo che con un adeguato livello di mutualità potremo più avanti dialogare con i clienti retail.
D’altra parte non possiamo esimerci dal porre l’attenzione su questo tema, in Italia solo il 7% delle abitazioni è assicurato contro le calamità naturali e la stragrande maggioranza delle case è ad alto rischio sismico o di dissesto idrogeologico. Tutelare il nostro patrimonio immobiliare è una responsabilità condivisa che non possiamo lasciare solo in mano allo Stato.
Quanto fatto con le imprese ha avviato un percorso virtuoso ma c’è ancora tanto da fare basti pensare che le micro sono coperte al 5%, le piccole al 25% e le medie al 50%. Penso sia necessario che l’obbligo attuale abbia forza maggiore così da creare quel meccanismo di mutualità che faccia scendere i prezzi.
Lo scorso anno è andato molto bene, abbiamo garantito come Country un contributo importante al gruppo e anche il primo semestre è andato molto bene, poi in estate gli eventi atmosferici hanno impattato ma posso comunque dire che la raccolta premi complessiva dimostra solidità e continuità in uno scenario competitivo. Nel Vita abbiamo scelto di gestire privilegiando qualità e marginalità e ora confido in una spinta maggiore da parte della nostra rete, soprattutto sulla raccolta netta: chiuderemo l’anno in territorio positivo ma è indispensabile uno sforzo ulteriore.
La parte protection cresce in maniera positiva, così come il danni che nel primo semestre ha superato i 4 miliardi confermando la centralità dell’ambito salute che vale oltre il miliardo di raccolta, anche la parte property e il non auto stanno dando un buon contributo. Certamente dobbiamo continuare a lavorare per la soddisfazione dei nostri clienti e nell’offerta tecnologica, per la quale investiamo oltre 325 milioni nel piano.
I 18 mesi sono passati, siamo oltre metà percorso, direi che come Country abbiamo superato i target 2025 e nel 2026 penso che faremo altrettanto bene, perché sono convinto che nell’ultima parte dell’anno la rete darà una buona spinta per la chiusura. Se ci manteniamo coerenti ai pilastri del nostro piano strategico le opportunità di crescere ci sono assolutamente tutte, cruciale è restare concentrati sugli obiettivi e sui target e garantire il massimo supporto alla rete che serve i nostri clienti.
Tutto questo ci fa guardare con serenità alla conclusione del piano. Generali è indirettamente coinvolta nel risiko bancario, e sta lavorando essa stessa con Mps e UniCredit per capire i margini di manovra di una possibile intesa di bancassurance. Come valuta questo scenario? Seguiamo con attenzione l’evoluzione del contesto, ma il nostro focus è il business.
È evidente che se un domani dovesse esserci un’intesa nella bancassurance non vedo una competizione diretta, ha modalità differenti e va a catturare una fetta di clientela che non necessariamente viene sottratta alla nostra rete agenziale. Oggi siamo nel campo delle ipotesi e in ogni caso credo che la coesistenza di questi modelli in competizione sia molto sana per il mercato. Teme invece l’impatto del possibile successo dell’Opas di Intesa su Mps rispetto agli equilibri del mercato assicurativo italiano?
Siamo una realtà profondamente italiana con una rete molto forte, non credo andrà a impattare sul business. Oggi non mi preoccupa, resto concentrato sui nostri obiettivi. Siamo i numero uno del mercato e vorremo allungare la distanza sui secondi. Pochi giorni fa il cda di Generali ha deliberato l’integrazione con Alleanza, quali saranno i prossimi passi e cosa risponde a chi ha messo in dubbio la creazione di valore di quest’operazione?
Questa decisione è arrivata dopo averla valutata più volte in diversi periodi. Poi il Covid, l’integrazione di Cattolica e di Genertellife e la riorganizzazione di Cronos, hanno avuto la priorità. Ora è arrivato il momento giusto per farla, ad aprile abbiamo iniziato a pensarci e dopo l’estate abbiamo avviato le prime interlocuzioni con il regolatore mentre giovedì abbiamo inviato tutti i documenti per chiudere la fusione ad aprile 2027.
Alleanza è una società posseduta al 100% e questa operazione ci permette di efficientare la gestione del capitale perché in questo modo c’è una maggiore fungibilità degli elementi concentrando tutto in un’unica entità, di eliminare un passaggio nel dividendo e dunque di ottimizzare i flussi di cassa verso la capogruppo. Dal punto di vista gestionale peraltro c’è già da anni una forte integrazione.
Alleanza negli ultimi dieci anni ha registrato un crescita importante e questo non lo si deve ad una sola persona ma a tutta la squadra di management che continuerà a dare il suo fondamentale contributo. La divisione Alleanza che si verrà a creare con Marco Oddone come general manager conserverà il brand e la sua autonomia e avrà – solo per farle degli esempi - la parte prodotti, la gestione della rete, il marketing e le incentivazioni, tutte funzioni fondamentali per garantire l’identità del marchio.
Italia Ultime Notizie, Italia Notizie
Similar News: Puoi anche leggere notizie simili a questa che abbiamo raccolto da altre fonti di notizie.
Hegseth: “Basta con spettacoli di drag queen e pronomi di genere: solo etica del guerriero”Per il segretario della Difesa, gli Stati Uniti hanno ridotto del 20% generali e ammiragli (ANSA)
Leggi di più »
Azimut Yachts e Ferrari Hypersail, un’alleanza sul filo della velocitàSiglata un’alleanza tra il colosso di Avigliana e Maranello per il progetto della superbarca a vela oceanica. Una base a Livorno e uno yacht d’appoggio per le …
Leggi di più »
Armenia-Italia Under 21: l'Italia schiaccia ma non trova il gol, inizio positivo degli AzzurriPartita valida per le qualificazioni agli Europei Under 21 del 2027. Dopo un avvio favorevole all'Armenia, l'Italia ha dominato il match creando numerose occasioni senza concretizzare. Sono stati effettuati tre cambi per la panchina azzurra con l'ingresso di Lulli, Cisse e Liberali.
Leggi di più »
Orsini sul riassetto: «Generali deve restare in Italia»Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini si schiera in difesa dell’italianità del Leone. A tutela del risparmio tricolore. Custodito nella cassaforte assicurativa di...
Leggi di più »
