Gli slogan sul salario minimo ricordano “la fine della povertà”. Affidare la dinamica degli stipendi bassi a un’azione politica e di rincorsa del consenso non è riformismo. Alternative programmatiche di dariodivico
anche da parte di settori che in passato non erano stati così entusiasti. Qualcuno ha anche tirato in ballo ile le sue vittorie sognando a occhi aperti un percorso lineare di miglioramento delle condizioni dei working poor del nostro paese.
Ma è davvero così oppure c’è dentro queste reazioni un eccesso di semplificazione? Pur apprezzando la riflessione in corso, e non sottovalutando gli approfondimenti tecnico-giuridici che ne potranno scaturire, resto dell’idea che gli osanna al salario minimo rischiano di somigliare all’Sei già abbonato?Le inchieste, gli editoriali, le newsletter.