Il Coronavirus ha cambiato il sogno americano - VanityFair.it

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La pandemia ha talmente cambiato la fisionomia della città, che è riuscita a smorzare anche l'entusiasmo delle persone che facevano enormi sacrifici pur di vivere nella Grande Mela 😕🗽

, chiusi a tempo indefinito,. Sono chiusi molti musei, hanno definitivamente abbandonato le loro vie storiche alcuni negozi e ristoranti stellati,New York senza tutto questo è comunque New York? Vale la pena restare in un luogo che non soddisfa i sogni con cui si è arrivati e che, invece, continuerà a chiedere tantissime energie? « Onestamente, questa città senza nulla da fare non è tanto diversa da qualunque altro posto della provincia italiana » commenta Francesco, mentre valuta la scelta di alcuni suoi colleghi di trasferirsi a Los Angeles perché « devono lavorare da remoto, e tra qui e un’altra città con un clima migliore preferiscono la seconda opzione ».

La provocazione di Francesco trova conferma nelle circa 420.000 persone che hanno deciso di cambiare casa a partire da marzo del 2020, e che non hanno ancora fatto ritorno. «Penso che venendo meno le occasioni di socialità, il motivo principale per cui si viene a vivere qui, l’alto costo della vita non sia più giustificabile»naturalizzato americano, che sta lavorando a una rubrica. «Sono partito per l’Italia poco prima del caos per una pausa di riflessione che doveva durare solo qualche mese. Mi mancava la Sicilia ma non ero sicuro di voler lasciare New York, posto che comunque era stato casa per sette anni. Contavo di tornare in America entro marzo e poi la pandemia m i ha fatto rendere conto che il mondo, e soprattutto gli Stati Uniti, forse sono pronti per tornare alla semplicità . Era quello che speravo di riassaporare tornando a vivere in Italia e il virus ha confermato e velocizzato un processo interiore già in corso».a causa di un’allucinante speculazione edilizia e della qualità della vita sempre più miserabile, ma oggi si parla soprattuttoNon è casuale la scelta di che, pur essendo affezionata a New York «perché mi ha sempre dato molto in termini di ispirazione creativa, di intrattenimento e vita sociale» ed è il luogo «dove ho cresciuto i miei figli»,«L’ultima volta che ho vissuto la “mia” New York è stato a febbraio e voglio preservare il ricordo della città piena di vita e forza. A maggio l’ho vista silenziosa, strade abitate solo da senzatetto. Poco traffico, nessun negozio aperto, vetrine vuote . Abbiamo colto i segni del destino, potremmo dire: era da anni che avevamo il desiderio di vivere in una casa più spaziosa e nella natura, il nostro affitto sarebbe scaduto a fine giugno». Accennando ai costi molto più bassi rispetto al New Jersey, dove viveva, Camilla aggiunge: «Noi abbiamo degli amici che si stavano trasferendo in una cittadina sul Golfo del Messico, con scuole molto buone per i bambini e dove avevamo già avuto modo di passare un periodo in vacanza.. Non più un piccolo appartamento condominiale, ma una casa con vicino natura selvaggia, incontaminata e con l’oceano:».

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