Dopo aver evitato il virus per oltre due anni e mezzo, lo Stato, con più di 100.000 abitanti, segnala oltre mille casi
È un puntino in mezzo al mare. Bisogna ingrandire le mappe per accorgersene. Eppure, anche questo paradiso disperso nell’Oceano Pacifico non è riuscito a evitare che il Covid lo colpisse. La Micronesia è l’ultima grande isola, o meglio l’ultima nazione insulare al mondo, con una popolazione di oltre 100.
In questi ultimi due anni tutto il mondo è stato bloccato dai lockdown e concentrato a trovare una soluzione per uscire dall’incubo. Tutto il mondo tranne questo puntino nel mare dell’Oceania, a circa 2.900 km a nord dell'Australia orientale, che conta quattro stati federati, Yap, Chuuk, Pohnpei e Kosrae. Ora anche qui i contagi sono in rapido aumento: le autorità sanitarie hanno segnalato 140 nuovi casi lunedì, portando il totale a 1.261.
E la pandemia pesa sugli ospedali: otto persone sono state ricoverate e diversi esponenti politici e alti funzionari hanno contratto la malattia, incluso il vicepresidente Yosiwo George, che è stato ricoverato in ospedale. Le sue condizioni, si apprende, stanno fortunatamente migliorando. Il Paese conta anche una vittima: da quando è scoppiato il focolaio, infatti, un anziano è morto per le conseguenze legate al virus.
In Micronesia il Covid è arrivato poco prima della fine delle restrizioni di quarantena e della riapertura dei confini al mondo prevista per il primo agosto. L'anno scorso era stato uno dei pochi paesi dell’Oceania a richiedere a tutti i cittadini di vaccinarsi contro il virus. Questa settimana i funzionari sanitari hanno sottolineato che il 75% delle persone di età pari o superiore a cinque anni era completamente vaccinato.
Ma non è l’unico paradiso lontano, disperso nell’oceano, a essere vittima dal Covid. La variante Omicron, sottolineano i media, ha infatti portato il virus per la prima volta quest'anno in diverse piccole nazioni del Pacifico, tra cui Kiribati, Tonga, Samoa e Nauru.