Il progetto NeuroMesh mira a creare un 'cerotto intelligente' per il trattamento dei tumori cerebrali. Il progetto è coordinato da Marco Riva, neurochirurgo dell'Irccs Istituto clinico Humanitas di Rizzano, e punta a creare un film sottile biodegradabile per il rilascio locale e prolungato di immuno-chemioterapie avanzate.
Il progetto NeuroMesh mira a creare un 'cerotto intelligente' per il trattamento dei tumori cerebrali . Il progetto è coordinato da Marco Riva, neurochirurgo dell'Irccs Istituto clinico Humanitas di Rizzano, e punta a creare un film sottile biodegradabile per il rilascio locale e prolungato di immuno-chemioterapie avanzate.
Il progetto si basa sulla metodica micro-Mesh (μMesh) sviluppata nei laboratori di Paolo Decuzzi, Senior Scientist dell'Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova. Il progetto prevede la validazione di μMesh in modelli avanzati di glioblastoma e lo sviluppo industriale della tecnologia. L'obiettivo principale del progetto è di arrivare alla presentazione del dossier regolatorio presso Ema/Aifa e Fda per una nuova terapia destinata al trattamento dei glioblastomi.
Il trattamento dei tumori cerebrali ad alto grado alla prima diagnosi e alla recidiva è particolarmente complesso a causa di una combinazione di fattori biologici, biofisici e clinici. Un ruolo cruciale è svolto dalla barriera emato-encefalica, una struttura protettiva che però limita l'ingresso di molte molecole terapeutiche nel tessuto cerebrale, riducendo l'efficacia della somministrazione sistemica dei farmaci.
A complicare ulteriormente il trattamento contribuiscono la marcata eterogeneità intratumorale, che determina risposte terapeutiche diverse all'interno della stessa neoplasia, e un microambiente tumorale fortemente immunosoppressivo, in grado di compromettere l'efficacia sia delle risposte immunitarie naturali sia delle attuali strategie di immunoterapia. Il glioblastoma, in particolare, è il tumore cerebrale primitivo maligno più comune nell'adulto, con un'incidenza stimata di 3-4 casi ogni 100.000 persone all'anno, che sale a 10-12 casi/100mila nella popolazione over 65.
Nonostante i progressi in ambito chirurgico, radioterapico e farmacologico, la prognosi rimane sfavorevole: solo circa il 5% di pazienti sopravvive a 5 anni dalla diagnosi. Inoltre, nell'80% dei casi le recidive sono locali. Per questo motivo, secondo i ricercatori, un sistema avanzato come μMesh ha la possibilità di modificare in modo significativo il decorso della malattia e migliorare drasticamente la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari
Neuromesh Tumori Cerebrali Glioblastoma Trattamento Ricerca
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