Sul Centrale del Foro Italico il debutto del toscano numero 8 del tabellone. In campo anche Arnaldi e tre azzurre: Cocciaretto, Grant e Basiletti
. Il toscano, numero 8 del tabellone, sogna di ripetere il percorso di un anno fa, quando arrivò fino alla semifinale. Debutta anche, numero 18 del seeding, contro il tedesco Hanfmann: l’obiettivo è la vittoria.
Si è guadagnato il secondo turno anche: per la 20enne toscana, numero 427 al mondo prima del torneo, è già un sogno giocare un match di questo livello. Anche per l’altra promessa azzurra, la 19enne, Sky Sport Tennis, Sky Sport Arena, Sky Sport Mix, Sky Sport 251, Sky Sport 252, Sky Sport 253.
Inoltre il torneo WTA è visibile in tv suRoma, 07 mag. - - Oltre 250 ospiti hanno celebrato i protagonisti e i risultati della stagione agonistica 2025 nel corso della 32a edizione del Velista dell’Anno FIV – Stelle della Vela organizzata a Villa Miani a Roma, da Confindustria Nautica e dalla Federazione Italiana Vela. A fare gli onori di casa Francesco Ettorre, Presidente della Federazione Italiana Vela, e Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica.
"E' la festa di tutto il nostro mondo, grazie a Confindustria Nautica che ha creduto in questo premio. La vela sta vivendo anni fantastici, premieremo tanti giovani che vuol dire un futuro luminoso", ha detto Ettorre.
"La prima cosa fatta l'anno scorso è stata la premiazione del velista dell'anno. La collaborazione consolidata nel tempo con la Fiv è molto importante. È stato un anno intenso, il mio primo alla presidenza e sono orgoglioso di aver portato a termine il ddl valorizzazione mare, un provvedimento di legge epocale con la grande collaborazione con il Governo", ha aggiunto Formenti.
E' stato poi il momento dei premi e il più prestigioso della serata, il Velista dell'Anno Fiv 2025 che è andato al campione Paralimpico Antonio Squizzato. La giuria ha voluto sottolineare un valore assoluto.
Velista della Società Canottieri Garda Salò, riferimento internazionale della vela inclusiva nella classe 2.4mR. Dopo la partecipazione a diverse edizioni Olimpiche, nel 2025 conquista il 2.4mR Inclusive World Championship a Malcesine, laureandosi campione del mondo NOD Para e NOD generale, quest’ultimo il miglior simbolo per la sfida stessa che il paraolimpismo rappresenta. E’ il primo atleta paraolimpico premiato in assoluto al Velista dell’Anno Stelle della Vela.
"Era il mio 12esimo mondiale su questa barca, di cadute ripartenza e gioie ce ne sono state tante e arrivare a vincere è stata un'emozione incredibile e mi ha fatto venire voglia di ricominciare. Se poi riesco a dare un messaggio, non ne ho la pretesa, ma mi riempie il cuore", ha detto Squizzato. Il premio Barca dell'Anno - Trofeo Confindustria Nautica è invece andato a Maxi Arca Sgr.
La prima barca al ad aver ottenuto una EPD certificata dal RINA, un'iniziativa ESG nata per favorire l'economia circolare. Recuperando uno scafo costruito nel 2003 dal cantiere australiano Hart Marine e ritrovato nel 2015 abbandonato sugli scogli di Minorca. Il progetto ha consentito di trasformare un relitto in un’imbarcazione da regata tra le più performanti al mondo.
Nel 2025 ha vinto sette delle dieci regate alle quali ha partecipato, compreso il successo alla Barcolana conseguito per la quarta volta e per la terza di seguito. Operazione del Fast and Furio Team di Furio Benussi, sostenuto da Arca Fondi SGR. Infine il premio Armatore/Timoniere dell'Anno e' andato a Giovanni Lombardi Stronati per l’impegno nel restauro, nello sviluppo e nella valorizzazione di imbarcazioni ad alte prestazioni, che porta regolarmente in regata ai massimi livelli.
Nel corso della serata, la Federazione Italiana Vela ha consegnato un premio agli 85 velisti italiani juniores, che hanno conquistato complessivamente 116 medaglie a livello internazionale nel 2025, come riconoscimento del loro percorso di eccellenza sportiva e di rappresentanza del Made in Italy nel mondoRoma, 8 mag. .
- - Si rafforza la partnership strategica fra Stellantis e Leapmotor: lo comunica il gruppo guidato da Antonio Filosa spiegando che con questo sviluppo annunciato Stellantis"intende spingere sull’accessibilità dei BEV e accelerare il time-to-market per i nuovi modelli, ampliando le iniziative di acquisto congiunto di LPMI" la Joint venture controllata al 51% da Stellantis. L'iniziativa ha per il momento un forte focus sulle attività in Spagna con l'aumento della stabilimento di Saragozza dove nascerà un nuovissimo SUV elettrico a batteria Opel del segmento C che sarà progettato e concepito a Rüsselsheim ma verrà aggiunto su una nuova linea insieme al modello C-SUV B10 di Leapmotor.
Questo sviluppo consentirà al nuovo modello di beneficiare di componenti forniti da LPMI, aumentando l’accessibilità economica: il modello - grazie a un tempo di sviluppo inferiore a due anni, sfruttando la partnership con Leapmotor - dovrebbe essere in vendita già nel 2028.. Coinvolto nel processo anche lo stabilimento Stellantis di Villaverde al quale saranno assegnati futuri prodotti Leapmotor per i mercati europeo e globale.
Diversi modelli - si sottolinea -"saranno prodotti in linea con i requisiti Made-in-Europe, con il trasferimento della proprietà dello stabilimento alla controllata spagnola di LPMI". Bruxelles, 7 mag. - Per proteggere il Made in Italy e la competitività della filiera agroalimentare italiana dalla concorrenza extra-Ue è fondamentale il controllo della filiera ed è importante il ricordo a consorzi.
Lo dichiara Pietro Fiocchi, eurodeputato di Fratelli d'Italia , a margine del convegno"L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe" organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, nel corso del quale si è discusso dei dati, della percezione e delle dinamiche del dibattito digitale e della partecipazione sociale.
"È bellissimo fare un marchio italiano spettacolare, ma se poi compro le pelli dall'India per poi assemblarle in Italia e dico che è un prodotto italiano non è più tanto vero", riflete l'europarlamentare, sottolineando l'importanza della tracciabilità e del controllo lungo l'intera filiera. Sul versante della protezione dalla concorrenza estera Fiocchi evidenzia che il ruolo dei consorzi"è molto importante" perché consentono di fare risparmiare attraverso gli acquisti di massa, proteggere i brand, spendere congiuntamente per valorizzarli, come fatto dalla Toscana con i vini negli Stati Uniti.
"Poi è molto importante che venga fatta una distinzione molto importante su quello che è la filiera", prosegue. "Un caso che salta all'occhio ed è molto importante è il grano canadese", per la cui produzione"si usano due volte e mezzo i fitofarmaci che noi agricoltori italiani non possiamo usare, arriva dopo 7.000 km di trasporto emettendo CO2 in Pianura Padana e costa meno del nostro grano.
Ecco, questo non va bene e va ammesso che nella filiera c'è qualcosa che non quadra". Bruxelles, 7 mag. - Per proteggere il Made in Italy e la competitività della filiera agroalimentare italiana dalla concorrenza extra-Ue è fondamentale il controllo della filiera ed è importante il ricordo a consorzi.
Lo dichiara Pietro Fiocchi, eurodeputato di Fratelli d'Italia , a margine del convegno"L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe" organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, nel corso del quale si è discusso dei dati, della percezione e delle dinamiche del dibattito digitale e della partecipazione sociale.
"È bellissimo fare un marchio italiano spettacolare, ma se poi compro le pelli dall'India per poi assemblarle in Italia e dico che è un prodotto italiano non è più tanto vero", riflete l'europarlamentare, sottolineando l'importanza della tracciabilità e del controllo lungo l'intera filiera. Sul versante della protezione dalla concorrenza estera Fiocchi evidenzia che il ruolo dei consorzi"è molto importante" perché consentono di fare risparmiare attraverso gli acquisti di massa, proteggere i brand, spendere congiuntamente per valorizzarli, come fatto dalla Toscana con i vini negli Stati Uniti.
"Poi è molto importante che venga fatta una distinzione molto importante su quello che è la filiera", prosegue. "Un caso che salta all'occhio ed è molto importante è il grano canadese", per la cui produzione"si usano due volte e mezzo i fitofarmaci che noi agricoltori italiani non possiamo usare, arriva dopo 7.000 km di trasporto emettendo CO2 in Pianura Padana e costa meno del nostro grano.
Ecco, questo non va bene e va ammesso che nella filiera c'è qualcosa che non quadra". Roma, 7 mag. - Il problema che si sta ponendo in questo momento sulla disponibilità degli anticorpi monoclonali per il trattamento dell’Alzheimer “riguarda non tanto l’efficacia o del rapporto rischio-beneficio, che è a favore del beneficio, ma è un discorso di costi e benefici.
Il vantaggio che noi abbiamo in questo momento da questi farmaci - a 36 mesi e a 48 mesi - è quello, sempre più consistente, del guadagno temporale di 2 anni sul decorso della malattia. Questo ha un significato dal punto di vista anche dei costi sociali, economici, istituzionali di presa in carico e di gestione della lungodegenza molto forte, ma a fronte di un costo del farmaco molto alto”.
Così Camillo Marra, direttore della clinica della memoria della Fondazione policlinico A. Gemelli e professore di Neurologia presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, chiarisce la situazione della rimborsabilità dei farmaci innovativi per l’Alzheimer, in fase di valutazione da parte di Aifa- Agenzia Italiana del farmaco. Attualmente, “in Inghilterra, c’è l’approvazione per l’uso clinico, ma il Nice ha negato la rimborsabilità a livello del servizio sanitario - prosegue - Atteggiamenti simili sono stati adottati per esempio in Francia, in Olanda e in Germania con comportamenti un po’ diversi.
Si sta lavorando per capire qual è il paziente a cui è più efficace dare il farmaco e che può trarre il maggior beneficio possibile e come ridurre i costi di gestione della terapia”. Il percorso di approvazione dei farmaci innovativi per l’Alzheimer “è stato piuttosto complesso, prima negli Stati Uniti, poi in Europa e attualmente sta avendo delle grosse criticità anche in Italia - ricostruisce l’esperto - Questa difficoltà nasce dal fatto che il primo farmaco, l’aducanumab, fu approvato negli Stati Uniti, per la prima volta, utilizzando un criterio surrogato di valutazione dell’efficacia, cioè la pulizia del cervello dalla beta-amiloide, proteina che si accumula in questi pazienti.
Si tratta di un endpoint derivato, non primario come l’efficacia clinica. I farmaci che sono venuti dopo, il lecanemab e il donanemab, che sono stati approvati dalla Food and Drug Administration e poi successivamente dall’Ema, ente regolatorio europeo, hanno sopperito a questo perché hanno dimostrato un raggiungimento dell’endpoint primario negli studi a 72 settimane. L’approvazione da parte dell’Ema è arrivato nel nel 2025: prima per aducanumab, a luglio, e poi di donanemab a ottobre”.
Il problema è che “mancano elementi certi per definire il profilo dei pazienti più responder alla terapia rispetto ai non responder - spiega Marra - Sappiamo invece sicuramente di più su chi ha maggior rischio di sviluppare effetti collaterali: persone oltre una certa età; pazienti che hanno subito degli eventi ischemici recenti cerebrali o in terapia con anticoagulanti. Nei portatori di una omozigosi di tipo Apoe4, per esempio, il farmaco è vietato, perché il rischio supera il beneficio: il rischio di emorragia è piuttosto alto”.
L’orientamento regolatorio”, in generale, “è di non dare il farmaco in queste situazioni”. L’individuazione del “paziente ideale è più complessa” perché “si basa sulla definizione di ‘fase 4 di compromissione cognitiva’ che indica il livello di compromissione cognitiva a vale ancora la pena di dare il trattamento e oltre il quale non conviene più.
Su questo - precisa il neurologo - abbiamo, per esempio, soltanto il testo Cdr: si sa che se il paziente supera l’1 è da considerare non trattabile, tra 0,5 e 1 è da considerare trattabile. Si tratta però di una misura grossolana: dovremmo trovare delle misure in grado di identificare pazienti a rischio di sviluppare la malattia, portatori ovviamente di beta-amiloide e di fosfo-tau, quindi affetti da patologia d’Alzheimer, con altre metodiche di indagine, in fase più precoce.
Quanto più precoce è l’intervento - puntualizza - probabilmente tanto maggiore poi è il beneficio nel lungo termine. Per questo dovremmo avere degli studi di popolazione fatti per lunghi periodi per poter dire chi è più responder e chi meno responder. Parliamo di studi su ampie popolazioni di 2.000, 4.000, 5.000 pazienti seguiti per 3, 4, 5, 6 anni”.
Un’altra questione importante sul tavolo di Aifa riguarda “la scelta della modalità di somministrazione, l’identificazione dei centri e delle qualifiche che dovrebbero avere quelli in grado di effettuare tutta questa attività di selezione dei pazienti, monitoraggio e distribuzione dei farmaci - sottolinea Marra - In Italia abbiamo oltre 500 centri e le loro caratteristiche non sono tutte uguali e non tutte hanno le facility per gestire diagnostica, infusioni e monitoraggio nello stesso modo. L’identificazione di questi centri - conclude - sarà parte integrante di questo lavoro che deve essere fatto dagli organi di regolazione amministrativa e sanitaria”.
Bruxelles, 7 mag. -"La ricerca che abbiamo presentato oggi dimostra chiaramente che l'Europa è un tema centrale, sia per i cittadini italiani che per i cittadini europei. C'è tanta critica ma anche tanta speranza: le accise, gli accessi di regolamentazioni, le politiche green spaventano i consumatori e i cittadini europei, ma il Made in Europe e la risposta, diciamo, europea alle sfide che il mondo globale ci porta anche sui social emerge con forza.
E questa è la cosa che maggiormente mi lascia sperare". Lo dichiara Luca Ferlaino, presidente di SocialCom, all'evento organizzato a Bruxelles dal titolo"L'Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe", commentando i dati del sondaggio lanciato dall'agenzia e da Italiavanti. Bruxelles, 7 mag.
-"Il gruppo di Fratelli dell'Italia e dei Conservatori europei proporrà un emendamento che richieda di introdurre nell'Industrial Accelerator Act anche le tematiche quali la moda, quali l'agroalimentare, tematiche sulle quali l'Italia è particolarmente forte e sulle quali, grazie al grande lavoro del governo Meloni, l'Europa sta seguendo le esigenze italiane". Lo dichiara Stefano Cavedagna, eurodeputato di Fratelli d'Italia , a margine del convegno"L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe" organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, nel corso del quale si è discusso dei dati, della percezione e delle dinamiche del dibattito digitale e della partecipazione sociale.
Cavedagna cita la formulazione delle nuove indicazioni geografiche dei prodotti da tutelare anche per l'industria e per l'artigianato come una delle misure da inserire nell'Iaa, la proposta di legge presentata dalla Commissione europea e al vagio del Parlamento europeo che tra gli altri obiettivi mira a potenziare e proteggere il Made in Europe.
"Se non è questa la dimostrazione di come l'Europa può al meglio difendere la produttività italiana, evidentemente altro non sarebbe da fare", chiosa l'eurodeputato. In generale, riflette, l'Ue"deve passare da mero regolatore a uno scudo della nostra industria, della nostra produttività".
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