La grande inchiesta sugli abusi nel porno francese
in quattro parti sul sistema di abusi nel mondo del porno amatoriale francese. Si tratta, scrive il quotidiano, del più grande caso di violenza sessuale di cui il sistema giudiziario del paese si sia mai occupato: due anni di indagini, 53 vittime identificate , otto persone incriminate per stupro di gruppo, traffico di esseri umani, sfruttamento della prostituzione, riciclaggio, abuso di vulnerabilità.
Julien D. era anche un consumatore abituale di porno e, in particolare, dei video prodotti da un certo “Pascal OP”, sessantenne regista e produttore del sito “French Bukkake” che sui suoi profili condivide posizioni razziste, omofobe, misogine e molto violente. Julien D., con la sua identità femminile di Axelle Vercoutre, entrò in contatto con “Pascal OP” e diventò, col tempo, uno dei suoi principali reclutatori.
Laurent si presentava in modo molto professionale come il capo di un’agenzia di escort. Al telefono invitava le donne a incontrare uno dei suoi clienti, tutti molto facoltosi, che viveva a Reims, in cambio di una tariffa piuttosto alta: diverse migliaia di euro. L’indicazione data a queste donne era di andare a Reims e di prenotare, tutto a spese proprie, una camera d’albergo. Dopo la prestazione sarebbero state pagate da un corriere.
Non appena il cliente usciva, le donne ricevevano un sms: il corriere che avrebbe dovuto pagarle era stato arrestato dalla polizia. L’ordine era di cancellare tutti i messaggi e di lasciare immediatamente la stanza d’albergo.