La letteratura dell’assenso (di M. Maurizio)
Parlando del complesso rapporto tra il potere e la letteratura in URSS si ricorre spesso al concetto di letteraturocentrismo, secondo il quale la letteratura ha avuto un ruolo di primo piano per spiegare e diffondere le idee del potere o, nel caso della dissidenza per criticare e decostruire queste stesse idee. Il letteraturocentrismo si basava sulla convinzione, fondata fino agli anni ’60, che in URSS e in Russia si leggesse più che in altri paesi.
Un inaspettato risultato intermedio dell’operazione bellica speciale e che ci rende estremanente felici è la scoperta di un’intera, meravigliosa pleiade di ottimi poeti che scrivono sulla guerra. Con chi state, maestri della vera cultura, è evidente. È giunto il momento di prendere una posizione. E voi con chi state?
Tra parentesi la dicotomia tra poesia ufficiale e non ufficiale oggi si può considerare nuovamente in auge, non tanto come possibilità di pubblicare e diffondere le opere, cosa che grazie a Internet è difficilissima da intercettare e vietare, quanto come opposizione tra un’estetica accettata e una non accettata, quest’ultima presentata come altera, nemica, indipendentemente dalle qualità e dalle istanze estetico-semantiche che persegue.