Il titolare Cariello ha le idee chiare: «Durante il lockdown le vendite online hanno funzionato e vogliamo avere uno strumento nostro, anche se continueremo a vendere sulle piattaforme di altri»
Due nuove licenze in arrivo, e un portafoglio già oggi variegato che promette di annullare i danni della insidiosa tempesta Covid sul bilancio 2020. Così Marbel - azienda pugliese di moda junior che affianca al marchio di proprietà Aspen Polo Club le licenze di produzione e distribuzione mondiale di Gaëlle Paris, D.
A. Daniele Alessandrini, Vicolo Girl, Alviero Martini 1° classe junior, Refrigue e Sergio Tacchini – si prepara a riprendere la corsa dello sviluppo. «Sono consapevole delle difficoltà del settore ma sono ottimista – spiega il fondatore-titolare Giuseppe Cariello, che nel giugno scorso aveva organizzato i festeggiamenti per i 30 anni dell’azienda nel resort Borgo Egnazia, poi annullati per l’emergenza sanitaria –. Noi veniamo da tre anni di forte crescita, che ci hanno portato a superare i. Quest’anno, nonostante i due mesi di stop a causa del Covid, contiamo di mantenere lo stesso fatturato, per poi riprendere a crescere a partire dal 2021. Il nostro piano di sviluppo prevede di toccare i 30 milioni di ricavi nel 2023».che dovrebbero arricchire il portafoglio licenze . Ma anche dalla: «Abbiamo deciso di creare una piattaforma di proprietà – spiega Cariello – per vendere tutti i brand che produciamo. Per adesso saremo operativi in Italia e in Europa e gestiremo la logistica internamente, in attesa di capire quali saranno i numeri: durante il lockdown le vendite online hanno funzionato e vogliamo avere uno strumento nostro, anche se continueremo a vendere sulle piattaforme di altri».oggi salito al 20% del fatturato : «L’ideale sarebbe arrivare al 35-40% - spiega Cariello –: i nostri mercati di riferimento sono Europa, Russia e Medio Oriente”. La distribuzione di Marbel, che ha il quartier generale a Bitonto , è concentrata nei multimarca: «Non abbiamo alcuna intenzione di aprire negozi: noi siamo produttori e l’80% dei 250mila capi che facciamo ogni stagione è “made in Puglia”, cucito in laboratori della regione».
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