'I cittadini vogliono leader dal profilo netto', dichiara Giovanni Orsina. Intervistato, il docente della Luiss analizza le strategie elettorali dei partiti, gli orientamenti di voto e come l'astensione influirà sul risultato delle prossime elezioni
Conta il punto d'arrivo, certo, ma conta tanto anche il punto di partenza. «Ecco, la coalizione di centrodestra - spiega Giovanni Orsina, storico e direttore della School of government della Luiss - parte quindici punti avanti».«Vuol dire che la destra se non commette errori gravi ha già vinto. Certo, tutto può succedere, per carità, ma il trend è chiaro».Ci saranno colpi di scena?«Se vinci tre a zero e il campo è pesante, meglio per te.
«Perché ad ogni elezione il numero di quelli che vanno ai seggi si assottiglia. Si scende di 2 o 3 punti ad ogni tornata, si può pensare che passeremo dal 73% del 2018 al 70% circa».«Esatto. La parte contendibile, diciamo così, non supera il 10 per cento».«Direi di si, a costo di sintetizzare brutalmente la situazione».«In effetti la tv potrebbe spostare qualche punto percentuale. Motivare in un senso o nell'altro una porzione degli incerti.