La compagnia aerea United Airlines ha deciso di mettere nero su bianco un regola chiara: chi ascolta musica o guarda contenuti multimediali senza cuffie può essere rimosso dalla cabina o addirittura finire dritto nella 'no fly list', creando così un precedente che potrebbe avere effetti non solo ad alta quota: i pendolari accolgono l'insolita...
Arriva dagli Usa, strano di questi tempi, una speranza di civiltà. Un nuovo “american dream” per chi viaggia, un piccolo passo per il passeggero, ma un grande passo per la buona educazione, un kennedyano non chiederti cosa deve fare il mezzo in cui viaggi per te, ma chiediti cosa puoi fare tu per chi viaggia in quel mezzo con te.
Che sia un aereo, un treno o una metro il principio è chiaro. La United Airlines ha deciso di mettere nero su bianco tra le sue regole di trasporto qualcosa che prima era affidato solo alla capacità di persuasione del personale di bordo, ovvero che, testuale “chi non usa le cuffie per audio/video può finire nella sezione safety delle cause che possono portare al rifiuto del trasporto”, sì insomma ti possono allontanare. Mors tua, viva voce mea Ora non è chiaro se ti buttano direttamente di sotto mentre stai sorvolando il Texas però insomma qualche problema te lo darà, ma soprattutto, quello che conta, è il principio che c’è nella norma e il fatto stesso che ci sia una norma . Siamo di fronte a un comma aereo che si estende per sua portata intrinseca a ogni tipo di trasporto. Che sia un Boeing, un Frecciarossa o una Metro lilla, per la prima volta si stabilisce per diritto e non a voce che il viva voce è contro il diritto. Come se fosse legge un principio: mors tua, viva voce mea. La United Airlines si fa portatrice di una norma di buona educazione che con la diffusione degli smartphone ha ormai il carattere di urgenza nazionale e meriterebbe un Dpcm. Quello che esce dal vostro telefono è solo vostro. E’ buon senso, è igiene. Modalità aereo vs modalità treno Intanto ci ha pensato la compagnia Usa. C’è da dire che se uno pensa al viva voce in viaggio non pensi subito all’aereo, piuttosto al treno. Le compagnie diffondono già di loro una buona dose di cuffiette nelle sacche dei sedili insieme al sacchetto per il vomito e alle copertine, in aereo il wifi non è ancora cosi diffuso e poi si paga, il telefonino spesso sta lì buono nello zaino, in volo c’è un rumore di fondo che è già più alto di suo e se scrolli col telefono senza cuffie tre file avanti capace anche che non lo senti, se hai paura di volare sei gia terrorizzato di tuo e non ti concentri sul bon ton, se prendi lo Xanax per dormire sei naturalemente un po’ meno suscettibile, un paio di turbolenze di quelle toste ti fanno abbracciare anche il vicino con una cassa Bose in mano, ma soprattuto la modalità aereo è di per se un Iron Dome perfetto contro la maleducazione. Il valore morale della regola che United decide di forgiare nel suo contratto di trasporto travalica però la carlinga di un Airbus, scende di quota, attraversa gli oceani, plana verso una grande stazione, mostra il qr code ai tornelli, controlla il binario sul tabellone, scopre due ore di ritardo, entra in un vagone qualunque di un Frecciarossa qualunque, si siede e prende posto orgogliosamente accanto a un tizio col telefono davanti alla faccia. E’ nella modalità treno che c’è il caos, è li che si consuma la resistenza quotidiana di pendolari e non contro l’esercito dei Vivavocers. E’ lì che a viaggiare sono i telefonini, accompagnati da noi che occupiamo più posto di lui. Viva voce del vicino per chiamate a madri, figli, mogli, mariti, amanti e colleghi dove non sentiamo solo la sua di voce ma anche appunto quella di madri, figli, mogli, mariti, amanti e colleghi. E poi film, serie, spari, musiche, sigle, scrolling su Instagram, suonerie, vocali, mandati e ricevuti, vocali 2x, notifiche, confronti serrati con ChatGpt, playlist di Spotify, offerte luce e gas, litigate, call center, litigate col call center, istruzioni a fantomatiche segretarie, Bad Bunny e Sal Da Vinci. Non bisogna essere Alain Elkan per rimanere schiacciati dallo spettacolo di arte varia di un Milano Roma. La United Airlines ora mette per iscritto che contro il logorio della vita moderna, a bordo di un aereo e ovunque, il Cynar non basta più, ci vogliono le cuffie. Airlines e trainlines di tutto il modo, unitevi!
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