Il centrocampista del Borussia Dortmund è prossimo a raggiungere la centesima partita con la nazionale austriaca in occasione della sfida mondiale contro l'Argentina.
Marcel Sabitzer si appresta a scrivere una pagina fondamentale della storia del calcio austriaco. Il centrocampista di 32 anni, attualmente in forza al Borussia Dortmund, ha già collezionato 98 presenze con la maglia della nazionale, posizionandosi così in una ristrettissima cerchia di atleti d'élite.
Solo quattro giocatori nella storia del suo paese sono riusciti a superare questa soglia: Marko Arnautovic con 133 presenze, David Alaba con 113, Andreas Herzog con 103 e Aleksandar Dragovic con 100. La possibilità di raggiungere e superare questo traguardo storico potrebbe concretizzarsi proprio durante il big match in programma per lunedì 22 giugno contro l'Argentina, una sfida che promette di essere epica sia per l'importanza sportiva che per il valore simbolico legato alla centesima apparizione del giocatore.
Riflettendo su questo obiettivo, Sabitzer ha espresso una profonda emozione, descrivendo il raggiungimento delle cento presenze come qualcosa di veramente speciale. Ha ricordato come, fin da bambino, avesse coltivato sogni e ambizioni legate alla nazionale, sottolineando che se alcuni obiettivi vengono raggiunti rapidamente, arrivare a cento partite richiede una costanza eccezionale.
Per il calciatore, questo numero non è solo una statistica, ma il risultato di anni di impegno costante ad alti livelli, di una cura meticolosa della propria salute fisica e della fiducia riposta in lui da una serie di allenatori che ne hanno riconosciuto il valore tecnico e tattico. Senza una combinazione di rendimento costante e fortuna negli infortuni, un simile primato sarebbe stato irraggiungibile.
L'entusiasmo di Sabitzer è ulteriormente amplificato dal ritorno dell'Austria nella fase finale della Coppa del Mondo, un evento che non accadeva dal 1998, quando la squadra partecipò al torneo in Francia. Per l'intera nazione e per i giocatori, tornare sul palcoscenico più prestigioso del calcio mondiale ha un significato enorme. Sabitzer ha confessato di aver sempre guardato i Mondiali con il desiderio di esserne protagonista, nonostante i precedenti tentativi della nazionale non fossero andati a buon fine.
I suoi ricordi più vividi risalgono a quando era ancora un bambino, in particolare la finale tra Brasile e Germania terminata due a zero, un momento che ha segnato la sua percezione della grandezza di questa competizione e che ha alimentato la sua passione per il gioco. Nonostante la pressione che accompagna un evento di tale portata, il centrocampista si dice sereno e poco condizionato dallo stress.
L'esperienza maturata l'anno scorso nel Mondiale per Club gli ha fornito un piccolo assaggio di ciò che lo aspetta, ma l'atmosfera di un Mondiale con la propria nazionale è di un altro ordine di grandezza. Sabitzer non vede l'ora di scendere in campo, di respirare l'aria dello stadio e di iniziare ufficialmente l'avventura. L'obiettivo della squadra è ambizioso: vincere ogni singola partita.
Pur riconoscendo la difficoltà estrema della sfida contro l'Argentina, Sabitzer è particolarmente motivato dall'idea di affrontare per la prima volta l'Albiceleste e, soprattutto, di sfidare Lionel Messi, considerandolo un momento unico nella sua carriera professionale
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