Facci: dietro la chiusura di Nonèlarena di Giletti c'è l’antimafia giornalistica, da Repubblica al Fatto, che rilancia vecchi teoremi e tira in ballo perfino Berlusconi. E scatta la prima querela...
Foschini-Tonacci, che da parvenu della vicenda si sono inventati un sacco di cose come la mirabile scoperta che «la partecipazione di Baiardo a Non è l’Arena finisce sotto indagine» e poi che «al centro del fascicolo» ci sarebbe un compenso pagato a Baiardo: 48mila euro «parte dei quali pagati in nero».
Ora: che questo ex prestanome dei fratelli Graviano fosse stato pagato non c’erano dubbi, anche se si mormorava di cifre attorno ai 30mila euro, pratica criticabile – il pagarli a uno come lui- ma comunque chiarita proprio ieri da Giletti: il cachet pagato a Baiardo è stato regolarmente fatturato e corrisponde a 10mila euro e 5mila euro – queste le cifre trapelate, se non ce ne sono altre – ma comunque non sottobanco. Il duo Foschini-Tonacci di Repubblica, che ha descritto Giletti come un pagatore in nero a un favoreggiatore di mafiosi, è lo stesso che fu spernacchiato proprio da Giletti a Non è l’Arena nel maggio 2021, quando in trasmissione venne rivelato che lo stesso duo Foschini-Tonacci aveva pubblicato solo parzialmente uno scambio di mail tra l’ex funzionario Francesco Zambon e il direttore aggiunto dell’Oms Ranieri Guerra, vicenda che ora tralasciamo. Nessuno, tra gli ex redattori di Non è l’Arena, crede a una coincidenza.Tizian e Nello Trocchia: il loro giornale ha titolato «Baiardo attacca Massimo Giletti, il giallo delle foto a Berlusconi», ossia le due questioni più irrilevanti che potevano scovare. I due non hanno dubbi, il caso Baiardo «ha portato alla chiusura improvvisa della trasmissione domenicale» perché a loro va così. Sono sicuri: «Quello che è certo è che allo stop ha contribuito una verifica delicatissima della procura antimafia di Firenze». I quali, va da sé, stanno indagando sulle stragi di mafia del 1993 e segnatamente su Berlusconi e Dell’Utri, i quali per analoga indagine sono già stati prosciolti a Caltanissetta e nella stessa Firenze, stessa città dove è stato giudicato più volte inattendibile proprio Salvatore Baiardo ma dove ora, secondo il duo di Domani sarebbe ridiventato un oracolo nonostante non abbia neanche la patente di collaboratore di giustizia. Il resto dell’articolo, poi, si abbassa al livello di dettagliare il vaniloquio di Baiardo fatto sul social Tik Tok, dove ha smentito l’esistenza di fotografie che ritraggano Berlusconi e Giuseppe Graviano e il generale Delfino e altre malevolenze su Giletti che non lo sta più pagando.
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