Il Parlamento Ue boccia la risoluzione pro-Ong. Decisiva l’astensione M5S, esulta la Lega
INVIATO A STRASBURGO. «È incredibile. Ci occupiamo di salvare le bestie, ma non gli esseri umani. Ieri abbiamo deciso di difendere le api, oggi abbiamo deciso di non salvare gli esseri umani». Uscendo dall’Aula di Strasburgo, Pietro Bartolo non trattiene la sua amarezza.
Divisi i due partiti di governo in Italia e divisi anche i gruppi che fanno parte della maggioranza a sostegno di Ursula von der Leyen: il risultato è che il Parlamento europeo non è riuscito ad approvare una posizione comune sul tema dei salvataggi.
«È grave girarsi dall’altra parte di fronte al dramma del Mediterraneo” commenta Pierfrancesco Majorino, eurodeputato del Pd, commentando la bocciatura del testo in cui era stato inserito un invito a “evacuare rapidamente i centri di detenzione in Libia e a trasferire i migranti, anche nell’Ue”. Il Movimento Cinque Stelle non ha sostenuto la risoluzione, astenendosi.
Gli emendamenti targati M5S erano tre. Il primo inseriva nel testo la richiesta di un meccanismo di ricollocazione permanente e obbligatorio per gli arrivi via mare, ma non è a questo che Ferrara si riferisce, visto che è stato approvato e dunque era stato incluso nella risoluzione finale. Un altro aggiungeva un passaggio non determinante sui corridoi umanitari, mentre un terzo metteva un paletto alla questione dei porti aperti.
La formulazione era ambigua e aveva dato luogo a interpretazioni differenti. E questo ha mandato un po’ in allarme il Pd, che aveva promesso ai Cinque Stelle il sostegno sull’emendamento, ma si è interrogato fino all’ultimo sul suo reale significato. Alla fine però il voto su quell’emendamento non c’è stato perché subito prima l’Aula ne aveva approvato uno analogo, presentato dai liberali. Ma decisamente più aperturista.
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