Dentro il carcere di San Vittore: «Così abbiamo vinto il Covid»
Il primo contagiato di San Vittore è datato 30 marzo e in realtà non stava neanche a San Vittore: un detenuto ricoverato in ospedale da novembre e per altri motivi. Il virus lo prese là fuori, e altresì fuori guarì. Quella che in carcere era già entrata da un pezzo però era la paura. Tra i detenuti e tra gli agenti, non solo per sé ma quasi di più per le loro famiglie.
La loro équipe — ci sono Marco Bertotto, Sara Sartini, Silvana Gastaldi — è arrivata poche settimane dopo che il carcere aveva interrotto in via cautelare quasi tutte le attività di gruppo dei detenuti, i colloqui con gli esterni, l’ingresso dei volontari. «Momenti di tensione altissima», ricorda chi c’era. Nessuno sapeva bene cosa fare, come del resto fuori.
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