La Fabi lancia l'allarme: perso in dieci anni un terzo delle filiali. Il 7% della popolazione vive in comunità e paesi senza banche
In primo luogo, mostra l'arretramento del sistema-banca come struttura capillare presente in tutto il territorio nazionale. Dal 2012, nota la Fabi, la serie di crisi istituzionali, tensioni economiche internazionali e razionalizzazioni imposte dalle società finanziarie ha portato diverse banche a chiudere gli sportelli e il numero di filiali a crollare. Sotto quest'ultimo fronte, la discesa in dieci anni da 32.881 a 21.
In secondo luogo si rischia una perdita del ruolo delle filiali bancarie come punti di riferimento per le comunità economiche, imprenditoriali e sociali dei territori. L’assenza di sportelli bancari dai piccoli e medi centri del Paese fa correre il concreto rischio di allontanare sia le imprese sia le famiglie dal circuito legale della finanza e del credito.
Per Sileoni, infine, c'è un terzo rischio: il combinato disposto tra scarsa digitalizzazione e chiusura delle filiali può contribuire alla diffusione dell'attività illegale."Mi riferisco, in particolare, agli, che hanno scarsa dimestichezza con gli strumenti digitali, e a chi vive al Sud, dove non solo il fenomeno della chiusura delle agenzie bancarie è più marcato e preoccupante anche per un evidente problema di accesso a internet".
In quest'ottica che soluzioni sono offerte alle banche? Il quadro non è necessariamente solo a tinte fosche. La spinta alla digitalizzazione dei servizi finanziari deve essere condotta aprendo a un uso combinato delle filiali e dell'e-banking, soprattutto per promuovere la finanziarizzazione tecnologica delle fasce meno digitalizzate della popolazione, non vedendo i due mondi come antitetici.