Gli F-35, sono o saranno, in dotazione a diversi paesi europei, tra cui l'Italia. Il nostro paese ne possiede al momento 35 ma una volta completato il programma di acquisizione dovrebbero superare la settantina
Gli F-35, sono o saranno, in dotazione a diversi paesi europei, tra cui l'Italia. Il nostro paese ne possiede al momento 35 ma una volta completato il programma di acquisizione dovrebbero superare la settantinakill switchAirbus, Michael Schöllhorn, ha recentemente messo in guardia il governo tedesco dal continuare a ordinare equipaggiamenti per la difesa dagli Stati Uniti.
Il primo a prospettare questa possibilità era stato l’eurodeputato francese. Secondo l’ex militare, la capacità operativa dei caccia europei F-35 dipende in larga parteIl tema non era così importante finché le relazioni tra Usa e paesi europei non sembravano ad andare incontro allealla Casa Bianca. Ora che il nuovo presidente minaccia di uscire dalla Nato, ritira il sostegno all’Ucraina e promette di abbandonare l’Europa al suo destino, la questione è divenuta scottante. Altri esperti militari dubitano che esista davvero una sorta dicontinui aggiornamenti dei loro software e sistemi che solo i costruttori sono in grado di offrire. Inoltre, nessun aereo da caccia avanzato è completamente indipendente dai sistemi di comunicazione dati sicuri e di navigazione satellitare degli Stati Uniti. Quindi è indubbio che Washington conservi sempre un qualche potere sull’estensione del loro utilizzo. Nel 2021, gli Emirati Arabi Uniti hanno sospeso l’acquisto di 50 F-35 a causa di quelle che un funzionario emiratini ha descritto comemostra come agli Usa basta poco per sospendere il supporto per far funzionare queste macchine belliche. “Anche il minimo dubbio che Trump possa decidere di danneggiare i governi amici bloccando gli aggiornamenti software per i loro arsenali militari è sufficiente a far sì che tali governi riconsiderino gli acquisti militari degli Stati Uniti”, si legge sulla statunitenseIl nostro paese ne possiede al momento 35 ma una volta completato il programma di acquisizione dovrebbero superare la settantina. Oltre che in Germania e in Italia, gli F-35 sono in servizio pure in Belgio, Danimarca, Finlandia,Partecipare in diretta ogni giovedì alle 16.00 alla riunione di redazione de ilfattoquotidiano.it e proporre la tua inchiesta Partecipare al Forum di discussione con la redazione e il Direttore e lanciare la tua campagna su un tema o una battaglia di interesse pubblico. Scopri la nuova sezione dedicata ai sostenitoriSconto del 30% sull'abbonamento annuale a TvLoft e sui libri della casa editrice Paper First; sconto del 20% e sui prodotti del nostro shop onlineLeggi tutti gli articoli del sito senza limiti Partecipare in diretta ogni giovedì alle 16.00 alla riunione di redazione de ilfattoquotidiano.it e proporre la tua inchiesta Partecipare al Forum di discussione con la redazione e il Direttore e lanciare la tua campagna su un tema o una battaglia di interesse pubblico. 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L’amico del fratello di Chiara Poggi era stato archiviatoRoma, 11 mar. - È online il 'Bando bollino rosa' relativo al biennio 2026-2027. Fino al 31 maggio 2025 gli ospedali interessati, pubblici e privati accreditati al Servizio sanitario nazionale, possono accedere alla procedura di auto-candidatura registrandosi e compilando il questionario sul sito dedicato all'iniziativa . Il Bollino rosa è un riconoscimento conferito dal 2007 da Fondazione Onda Ets agli ospedali italiani che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura non solo delle specifiche problematiche di salute femminile, ma anche delle patologie che riguardano trasversalmente uomini e donne, per cui vengono realizzati percorsi ospedalieri dedicati al genere femminile. Gli obiettivi principali dell’iniziativa - spiega una nota - riguardano l’incentivazione degli ospedali a considerare le specifiche esigenze delle donne nella programmazione dei servizi clinico-assistenziali e supportarle in una scelta consapevole della struttura ospedaliera più idonea sulla base delle proprie necessità cliniche. Nel Bando online ci sono 2 nuove aree specialistiche: oftalmologia e disciplina medicina del dolore e terapia del dolore. Da questo biennio, inoltre, rientra la pediatria. Il Bollino rosa si pone come un modello virtuoso di networking tra ospedali, per promuovere la cultura della salute di genere femminile e lo scambio di esperienze e buone pratiche. L'iniziativa ha ottenuto il patrocinio di 31 Società Scientifiche ed Enti Pubblici. Attualmente, la rete del Bollino rosa è costituita da 361 ospedali pubblici e/o privati accreditati al Ssn. L’assegnazione del Bollino rosa avviene sulla base dei seguenti criteri: presenza di specialità cliniche che trattano sia problematiche di salute tipicamente femminili sia che sono trasversali ai due generi e che necessitano di percorsi differenziati per le donne; tipologia e appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e servizi clinico-assistenziali in ottica multidisciplinare gender-oriented; offerta di servizi relativi all’accoglienza e alla degenza delle utenti a supporto dei percorsi diagnostico-terapeutici e tipologia e appropriatezza dei percorsi dedicati alla gestione della violenza fisica e verbale sulla donna e sugli operatori. "La 12a edizione del Bando bollino rosa, che cade nell’anno del ventennale di Fondazione Onda Ets, è rivolta agli ospedali italiani attenti in particolare alla salute delle donne. Gli ospedali con il 'Bollino' - afferma Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda Ets - acquisiscono un valore distintivo e differenziante nell'ambito del panorama sanitario nazionale, essendo parte di un circuito virtuoso istituzionalmente riconosciuto, contraddistinto per l'impegno e l'attenzione alle esigenze della salute di genere femminile. Quest’anno sono vent'anni che Fondazione Onda Ets coinvolge e pone al centro dei suoi progetti tutti gli attori del mondo della salute per promuovere una cultura della medicina di genere a livello nazionale e migliorare la salute delle donne attraverso una corretta informazione, sottolineando l’importanza della prevenzione primaria, della diagnosi precoce e dell’aderenza terapeutica nelle patologie a maggior impatto epidemiologico". Tramite l’elaborazione di un punteggio sulla base delle risposte fornite a ogni domanda, ciascuna con un valore prestabilito, Fondazione Onda Ets elabora un punteggio totale finale e assegna da 1 a 3 Bollini rosa. Sono 18 le aree specialistiche considerate nel bando: cardiologia, dermatologia, diabetologia, dietologia e nutrizione clinica, disciplina medicina del dolore e terapia del dolore, endocrinologia e malattie del metabolismo, ginecologia e ostetricia, medicina della riproduzione, neurologia, oftalmologia, oncologia ginecologica, oncologia medica, pediatria, pneumologia, psichiatria, reumatologia, senologia, urologia e infine servizi generali rivolti alle pazienti e sostegno alle donne e al personale ospedaliero vittime di violenza. L’iniziativa è supportata con la media partnership di Adnkronos Salute, Baby Magazine, Dottnet, Panorama della Sanità, Salutare e Tecnica Ospedaliera.Roma, 11 mar. -"Mi pare che anche a Bruxelles si siano resi conto che la battaglia storica che abbiamo combattuto noi italiani sulla questione migratoria non è una questione nazionale o dei paesi del sud ma è un grande tema europeo. L'Europa già con il primo accordo ha fatto un passo in avanti. Oggi si prepara a fare un altro importante passo in avanti che ascolta le richieste e le proposte dell'Italia. La difesa della frontiera è il breve termine. Poi ci vuole il medio termine e il lungo termine. Il Piano Mattei è anche parte di questa strategia. Il fatto di poter rimandare a casa propria coloro che sono immigrati clandestinamente e non hanno diritto ad essere considerati rifugiati mi pare una cosa saggia". Lo ha detto il ministro degli Esteri e vice premier Antonio Tajani all'evento fieristico a Verona di Alis “Let Exp – Logistic Eco Transport” Tajani ha parlato poi dei centri"che non sono centri di detenzione, come quello che abbiamo in Albania. Perché, se andiamo a vedere come sono i centri in Albania, non sono alberghi a 5 stelle, questo è vero, sono alberghi a 3 stelle, perché sono tutti nuovi e le condizioni di vita all'interno sono normali. Quindi non capisco le scelte di certi magistrati, ma capisco però che di fronte alla Corte di Giustizia molti Stati europei hanno detto che l'Italia ha ragione. Ce lo dice anche il Regno Unito che è un paese che si sta riavvicinando all'Europa".Roma, 11 mar. -"Non mi pare che Elon Musk sia il segretario della Difesa. E' un imprenditore che dice molte cose, ma mi pare che lo stesso Trump abbia detto 'decido io, non decide Elon Musk'". Lo ha detto il ministro degli Esteri e vice premier Antonio Tajani all'evento fieristico a Verona di Alis “Let Exp – Logistic Eco Transport”, commentando le parole del proprietario di Tesla e di X, che ha detto che le basi americane in Italia non devono assumere più personale italiano. Quanto a Starlink o a un eventuale concorrente europeo, Tajani afferma che è necessario non avere pregiudizi, ma basarsi su analisi di impatto."Per tanti anni ho fatto il commissario europeo - racconta - e tra le cose buone che c'erano in mezzo a tante cattive, c'erano le analisi di impatto. Io non sono né innamorato di Starlink né sono contro Starlink. Non sono né un fan di Musk né sono un nemico di Musk. Qual è l'interesse italiano? Facciamo un'analisi d'impatto, facciamo esaminare dei tecnici. Se Starlink è sicuro, teniamo presente che è gestita dagli Stati Uniti. Vediamo se Starlink è sicuro oppure no, quali sono le garanzie. E poi si deciderà in tutta neutralità, senza essere tifosi o nemici di Musk e di Starlink. Noi dobbiamo guardare l'interesse nazionale". "Valutiamo tecnicamente con un'analisi d'impatto, e poi prendiamo la nostra autonoma decisione - propone Tajani - Senza amore o odio nei confronti di Musk. Perché se ci facciamo prendere dal tifo, commettiamo errori. L'interesse nazionale è la serietà. Avremmo delle salvaguardie. L'accordo è con gli Stati Uniti. L'importante è che ci siano le dovute garanzie. Io penso all'interesse nazionale. Valutiamo, vediamo e poi decidiamo. Ripeto, senza amori e senza odi".Washington, 11 mar. - Di fronte al tracollo in borsa di Tesla, Donald Trump riafferma il suo sostegno all'amico e super consigliere Elon Musk annunciando che oggi andrà a comprare una delle sue auto elettriche. "Elon Musk sta rischiando per aiutare la nostra nazione e sta facendo un grande lavoro, domani mattina andrò a comparere una nuova Tesla per mostrare la fiducia e il sostegno in Musk, veramente un grande americano", ha scritto nella notte Trump su Truth Social, incassando poi i ringraziamenti del miliardario su X. In una giornata di grande turbolenza per tutta Wall Street, dove la volatilità provocata da settimane dalla nuova guerra commerciale scatenata da Trump è stata aumentata dal fatto che domenica il presidente non ha escluso né un imminente shutdown né la possibilità di una recessione, Tesla ha perso il 15%, esaurendo completamente i guadagni ottenuti dopo la vittoria elettorale di Trump. Nel suo post, il presidente accusa gli estremisti di sinistra che starebbero lavorando"per colludere illegalmente e boicottare Tesla" per"attaccare e danneggiare Elon e tutto quello che rappresenta"."Perché dovrebbe essere punito per il fatto di aver messo le sue straordinarie capacità al lavoro aiutare l'America ad essere di nuovo grande?", afferma ancora Trump che riprende quindi gli argomenti di Musk che accusa attivisti di sinistra, con George Soros in testa, per le proteste che stanno prendendo di mira Tesla, di pari passo ad una drastica riduzione delle vendite, in particolare in Europa.Imola, 11 mar. - “Come Leonardo abbiamo scelto di rispondere a questo invito di Herambiente del Gruppo Hera perché è perfettamente coerente con la nostra strategia, che è quella di utilizzare e riutilizzare delle materie prime che hanno un grosso valore anche in termini di approvvigionamento". Queste le parole di Raffaella Luglini, chief sustainability officer di Leonardo, in occasione dell’inaugurazione a Imola di Fib3R, il primo impianto italiano per la rigenerazione dei compositi in fibra di carbonio su scala industriale, realizzato da Herambiente, controllata del Gruppo Hera e primo operatore italiano nel recupero e trattamento dei rifiuti. "Il Gruppo Hera ci ha dato la possibilità di unire i nostri scarti di lavorazione, materiali compositi in fibra di carbonio, che residuano dal processo di lavorazione di alcune aerostrutture, in materiali che possono essere riutilizzati e commercializzati per altre lavorazioni, chiudendo virtuosamente un processo circolare di produzione e di lavorazione, con dei grandi vantaggi soprattutto dal punto di vista non solo economico, ma anche dell'impatto ambientale e della possibilità di approvvigionarsi di materie prime anche critiche, perché questo processo potrà essere riutilizzato e applicato anche ad altre materie prime critiche del nostro processo come Leonardo, quali l'alluminio e il titanio”, aggiunge. Grazie agli asset di Herambiente e al know-how sviluppato nei laboratori del Gruppo Leonardo, il prezioso materiale verrà riciclato con positive ricadute in termini di sostenibilità e circolarità. “Quello che è interessante di questo progetto è che ha una grande valenza per vari settori che sono critici e rilevanti per l'economia, non solo europea ma internazionale, come il settore dell'aerospazio e difesa e sicurezza, a cui noi apparteniamo, ma oggi siamo insieme al settore automotive. Ci sono possibilità di applicazione nel senso dell'utilizzo di queste fibre rigenerate anche nel settore chimico. Quindi, in realtà la valenza è soprattutto per il Paese, perché c'è una possibilità di rafforzare la catena di approvvigionamento e ridurre la dipendenza, aumentare la resilienza, quindi ci sono dei vantaggi proprio sul Paese in generale”, conclude.Roma, 11 mar. - Il Gruppo Hera inaugura a Imola , nel cuore della Motor Valley, il primo impianto nel suo genere a livello europeo, in grado di rigenerare la fibra di carbonio su scala industriale. Si chiama Fib3R, un nome all’insegna delle tre R che sono alla base del progetto: recover, reduce, reuse, ovvero recuperare la fibra di carbonio e riutilizzarla, riducendo l’utilizzo di fibra vergine e quindi l’impatto ambientale che sarebbe necessario per produrla. La fibra rigenerata da Fib3R - spiega Hera in una nota - mantiene inalterate le caratteristiche di leggerezza ed elevata resistenza della fibra vergine, garantendo di ottenere - attraverso un procedimento all’avanguardia di pirogassificazione - un prodotto in uscita rigenerato, pronto per essere riutilizzato, ritessuto e/o impregnato, per impieghi altamente performanti a cui questo tipo di materiale è destinato. I settori industriali interessati vanno dall’automotive all’aerospaziale, dalla nautica all’arredo, fino al tessile e alla moda in senso lato. L’Unione Europea ha riconosciuto a Fib3R un contributo di oltre 2,2 milioni di euro nell’ambito del NextGenerationEu per la tecnologia innovativa e la rilevanza strategica dei materiali trattati. L’investimento complessivo previsto dal Gruppo Hera per realizzare l’impianto di Imola ammonta a 8 milioni di euro. Ad oggi, nell’impianto si prevede una produzione di 160 tonnellate di fibra di carbonio riciclata ogni anno, con un risparmio energetico del 75% rispetto alla fibra vergine. “Nel suo genere Fib3R è il primo impianto in Europa per il riciclo della fibra di carbonio, con l’obiettivo di promuovere filiere corte e circolari, in linea con la nostra strategia di rendere i nostri territori più competitivi e resilienti - afferma Orazio Iacono, amministratore delegato del Gruppo Hera - FIib3R rappresenta, inoltre, un esempio concreto di come il Gruppo Hera sia in grado di combinare innovazione tecnologica e sostenibilità sfruttando la cross fertilization tra le competenze all’avanguardia delle varie filiere del Gruppo. Il recupero della fibra di carbonio non solo consente di ridurre l’impatto ambientale di questi scarti, ma crea anche nuove opportunità di mercato in settori strategici dell’industria. Investire in infrastrutture circolari di questo tipo significa aumentare la resilienza delle filiere produttive, ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche e, al contempo, creare valore attraverso modelli di business sostenibili". "Con oltre 100 impianti all’avanguardia e 5 nuove strutture in corso di realizzazione - continua - abbiamo consolidato nel tempo la più grande e moderna piattaforma impiantistica del Paese per il trattamento e recupero di materia, rafforzando il nostro ruolo di operatore di riferimento nel settore e di motore dell’economia circolare in Italia. Il nostro Piano industriale conferma questa strategia con investimenti per 2 miliardi di euro nel periodo 2024-2028 destinati alla rigenerazione delle risorse, un impegno che punta a generare valore per tutti i nostri stakeholder”. L’impianto di Imola è stato messo a punto dalla controllata Herambiente, operatore nazionale nel recupero e trattamento dei rifiuti, che da tempo aveva iniziato a sperimentare il processo di recupero delle fibre di carbonio, in collaborazione con il dipartimento di Chimica Industriale dell’Università di Bologna e con il partner tecnologico Curti Costruzioni Meccaniche. Dopo tre anni di sperimentazione, il Gruppo Hera ha sviluppato industrialmente il progetto e realizzato l’impianto Fib3R. Nell’impianto di Imola - spiega Hera - la rinascita della fibra di carbonio avviene all’interno di un tunnel di 60 metri dove viene realizzato un processo avanzato di pirogassificazione: nella prima fase, quella della pirolisi, viene liberata dalla resina la fibra di carbonio, più resistente al calore, e nella seconda fase avviene la gassificazione che garantisce una fibra rigenerata di altissima qualità, purissima, lucente e sostenibile. La resina decomposta in forma gassosa viene, infatti, riutilizzata per generare parte dell’energia necessaria al processo, massimizzando il recupero energetico. Le polveri rimaste nelle fibre vengono aspirate e inviate al sistema di abbattimento. Il ciclo di riciclo è potenzialmente infinito e il risparmio energetico è molto alto rispetto alla produzione di fibra vergine, altamente energivoro per le alte temperature utilizzate. Inoltre, produrre fibra di carbonio vergine significa impiegare materie prime fossili e aumentare i conferimenti in discarica, visto che gli scarti della lavorazione delle fibre sono destinati quasi esclusivamente allo smaltimento. Non solo: l’unicità di Fib3R sta anche nella totale tracciabilità del materiale trattato. Gli scarti in fibra di carbonio, infatti, entrano nell’impianto all’interno di contenitori dotati di QR code, che riporta la loro carta di identità: caratteristiche tecniche, peso, provenienza. Una volta compiuto il processo, lo stesso materiale tracciato torna al proprietario sotto forma di fibra di carbonio rigenerata e il cerchio si chiude. I compagni di viaggio di Fib3R. Il Gruppo Leonardo ha avviato attraverso la Divisione Aerostrutture la sinergia industriale con il Gruppo Hera supportando all’interno dell’impianto di Imola un progetto di recupero delle fibre di carbonio di rinforzo dei compositi a matrice polimerica utilizzati per la costruzione di parti di aeromobili. Dunque, grazie agli asset di Herambiente e al know-how sviluppato nei laboratori del Gruppo Leonardo, il prezioso materiale verrà riciclato con positive ricadute in termini di sostenibilità e circolarità. In particolare, la Divisione Aerostrutture di Leonardo conferirà a Herambiente parte delle fibre di scarto derivanti dalla costruzione delle componenti di alcuni fra gli aeromobili civili più noti nel settore dell’aviazione commerciale.Roma, 11 mar. -"In futuro dovremo garantire la sicurezza dell'intera Europa, compresa l'Ucraina, ma sicurezza, e questo voglio dirlo in maniera molto chiara, non è la corsa alle armi: rinforzare la sicurezza significa garantire il sistema dei trasporti, significa garantire la sicurezza dei confini. Significa garantire la sicurezza del Mediterraneo, significa fare più ricerche a livello cibernetico per garantire da attacchi cibernetici nelle nostre industrie tutto il nostro sistema diplomatico e di difesa. Significa fare ricerca militare, perché tutte le ricerche che fanno i militari poi alla fine servono anche per il civile". E' quanto ha ribadito il ministro degli Esteri e vice premier Antonio Tajani all'evento fieristico a Verona di Alis 'Let Exp – Logistic Eco Transport'. "Significa avere una scelta di protezione anche dello spazio", che, spiega Tajani,"non è un sistema Galileo, che è soltanto civile, ma si potrebbe pensare ad avere sistemi anche di costellazioni spaziali europee e occidentali, anche di protezione di tipo militare per garantire la sicurezza. Sicurezza significa qualche cosa di più della protezione militare: se non ci fossero per esempio i militari di strade sicure, chi garantirebbe la sicurezza nelle nostre stazioni? Se non ci fosse l'aeronautica militare, chi porterebbe i cuori da trapiantare da una parte all'altra dell'Italia? Quando c'è una calamità naturale, dai terremoti, alle alluvioni, chi interviene per primo? Interviene lo strumento militare, perché è quello più organizzato. Chi garantisce la sicurezza dei trasporti dei nostri prodotti in giro per il mondo se non ci fosse la marina militare impiegata nel Mar Rosso per proteggere i mercantili che portano il Made in Italy in giro per il mondo?". "Investire in sicurezza è come investire nel mettere la porta blindata a casa e mettere le grate alle finestre di casa nostra - prosegue il ministro - Perché purtroppo l'uomo non è buono e sappiamo bene che ci sono paesi, organizzazioni che arrecano delle minacce. Il progetto della von der Leyen non è per comprare armi. È per garantire sicurezza all'Europa e all'Ucraina. Certo che bisognerà investire anche nell'industria della difesa, ma come ha detto la signora Lagarde - con la quale ogni tanto ho qualche battibecco sul taglio del costo del denaro - questi investimenti europei in difesa rappresentano anche un'opportunità per la crescita e per l'industria". "Se cresce l'industria della difesa avrà dei grandi benefici, tutti i comparti industriali avranno dei benefici, visto che c'è una crisi dell'automotive, che noi difendiamo come settore. Però alcune imprese che forniscono componentistica all'automotive possono facilmente riconvertirsi per fare componentistica anche dell'automotive militare. Dobbiamo anche proteggere i nostri trasporti - sottolinea Tajani - Non possiamo pensare che si fa commercio internazionale senza alcuna protezione. Questo è inevitabile, lo stiamo facendo. Nel Golfo Persico forse dovremmo continuare a farlo. Oggi gli Houthi minacciano ancora di attaccare Israele. Non vorrei che per attaccare Israele minacciassero di attaccare ancora i convogli marittimi. Quindi questo significa garantire sicurezza, o lo facciamo oppure siamo destinati all'irrilevanza". non riesci a leggere ilfattoquotidiano.it perché hai negato i consensi relativi alla pubblicità. 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