Intensificate le opposizioni alla costruzione del superstore Conad e delle infrastrutture pubbliche sul terreno acquistato nel 2015, con attivisti che bloccano i cantieri e 62mila firme contro gli alberi tagliati. La decisione sul merito è fissata per l'8 ottobre.
. L’udienza collegiale per la decisione sul merito resta fissata per l’8 ottobre: del bosco, però, non rimane più niente. La protesta è contro il consumo di suolo da parte di, che aveva acquistato l’area nel 2015 per poi far valere i propri diritti edificatori con una convenzione siglata col Comune di Reggio a inizio anno: il progetto prevede un nuovo supermercato, ma anche una biblioteca, una casa della salute, ambulatori medici e un polo sociale.
Intanto, la petizione sostenuta da Legambiente e da altre associazioni e comitati cittadini per fermare i lavori della costruzione del superstore ha superato le 62mila firme su Change.org, dove si chiedeall’amministratore delegato di Conad Centro Nord di rinunciare agli abbattimenti e di donare l’area alla città. I numeri del, viene evidenziato nel testo della petizione, sul sito dedicato all’intervento parla invece di 98 alberi abbattuti e 1.348 nuove piantumazioni.
I firmatari della petizione contestano lo scambio: “Sostituirli con giovani piantine non sarebbe sufficiente: ci vorrebbero decenni prima che queste nuove piante possano offrire gli stessi benefici”. : nei primi due giorni di lavori diversi attivisti sono riusciti a introdursi nel cantiere e arrampicarsi sulle ruspe, mentre altri hanno bloccato la.
Dodici di loro sono stati portati per diverse ore in questura, facendo scattare un totale di 14 provvedimenti, tra cui dei fogli di via per quattro persone non residenti a, che non potranno tornare in città per i prossimi due anni. Altre 13 persone sono state identificate, ma al momento non risultano denunciate. , ma a uso pubblico.
Qualcuno si chiede se l’amministrazione ne sia al corrente, dal momento che la gestione delle strade a uso pubblico ricade tra le sueche vanno a scuola, che negli ultimi giorni hanno dovuto allungare il tragitto e sono stati scortati per raggiungere le aule” spiega.
“È una città a forma di carrello: per gli interessi di un privato si sta militarizzando un intero quartiere, circondato dalle camionette, dalle recinzioni e dagli scudi, arrecando un disservizio ai residenti del quartiere e a tutta la cittadinanza”, continua. I genitori degli alunni della scuola dell’infanzia hanno già mandato una lettera all’amministrazione in cui denunciano ciò che è accaduto mercoledì scorso, chiedendo un incontro che è stato già fissato per la prossima settimana.
, che è ancora in piedi, si può raggiungere facendo il giro largo. E infatti alle 19 comincia l’assemblea quotidiana, la sessantaduesima dal primo blocco il 3 agosto, sempre nello stesso posto a eccezione di quella del giorno prima: esattamente a un anno dalla marea che si era riversata spontaneamente in, il 1 ottobre lo stesso moto – di rabbia, ma anche di partecipazione civica – ha spinto centinaia di cittadini a riunirsi per un’assemblea pubblica proprio davanti al municipio.
Il cerchio parte stretto, ma man mano si è costretti ad allargarsi sempre di più: anche nella serata del 2 ottobre un centinaio di persone ha deciso di fare un po’ di strada in più per partecipare.
“È molto rincuorante vedere tutta questa gente nonostante tutto quello che è successo negli ultimi tre giorni” dice. In assemblea si parla già delle prossime azioni: viene rilanciata la campagna di boicottaggio “Spesa senza Conad”, che ha già oltrepassato i confini di, con cui già da diverse settimane gli attivisti invitano a non scegliere i punti vendita del supermercato e restituire lainsieme a una lettera con le motivazioni della decisione.
“Ci arrivano diverse richieste anche da altre città italiane, dove a prescindere dalla nostra campagna delle persone si organizzano, stampano volantini e ci contattano per chiederci aggiornamenti su un’azione coordinata” spiegaGli attivisti non hanno alcuna intenzione di abbandonare l’area e hanno già mandato un preavviso fino a lunedì: “Anche se non ci sono più gli alberi il progetto non è ancora stato completato e per certi versi nemmeno iniziato. Altri“Non dobbiamo disertare proprio in questo momento, abbiamo ancora tantissime cose da dire sul quartiere e sulla città e anche questo momento difficile può diventare collettivo”, rilancia Roggiero.
“C’è tanta voglia di far vivere questo posto: bisogna elaborare quello che è successo, ma anche celebrare quello che siamo riusciti a fare.
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