Nel caso di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, emergono ricerche su Reddit sulla ricina e un indirizzo IP riconducibile a Pietracatella. Indagini in corso.
Nuovi sviluppi nell'inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita, avvenuta per avvelenamento da ricina. Le indagini, coordinate dalla Procura di Larino, si concentrano ora su alcune ricerche apparse su Reddit e su un indirizzo IP riconducibile a Pietracatella, il paese al centro della vicenda. La procuratrice Elvira Antonelli procede per duplice omicidio volontario premeditato.
Le ricerche su Reddit e il suggerimento della ricina
Secondo quanto riportato dalla giornalista Alessandra Potena di Canale 122-Fatti di nera, su Reddit sarebbe stata pubblicata una richiesta presentata come materiale per una storia di fantasia. L'utente chiedeva consigli su quale veleno usare per far morire un personaggio senza che gli investigatori potessero identificarlo.
La prima richiesta risalirebbe al luglio precedente ai decessi e sarebbe stata seguita da altri messaggi nei mesi successivi. Il contesto fornito era dettagliato: il protagonista doveva eliminare un insegnante per presunti approcci verso la sorella minore di un altro personaggio. Tra le risposte ricevute compare il suggerimento della ricina.
La presenza di questi messaggi è considerata un elemento di interesse investigativo, ma da sola non permette di stabilire chi li abbia scritti né di attribuirli a una persona coinvolta nel caso. L'identificazione dell'autore e la verifica di possibili collegamenti con l'avvelenamento è uno dei nodi da chiarire.
L'indirizzo IP e gli accertamenti a Pietracatella
Un secondo elemento riguarda un indirizzo IP collegato a un computer dal quale, prima di Natale, sarebbe partita dal Molise una ricerca sulle modalità di preparazione della ricina in polvere. Secondo Adnkronos, l'IP porterebbe a Pietracatella.
La procuratrice Antonelli ha dichiarato di non avere informazioni in tal senso. Nessuna conferma è arrivata neppure dal capo della Squadra mobile di Campobasso, Marco Graziano, che coordina le indagini. Gli accertamenti cercano di ricostruire eventuali ruoli distinti: chi avrebbe effettuato le ricerche, chi avrebbe preparato il veleno e chi lo avrebbe portato nell'abitazione dei Di Vita. Si tratta di ipotesi investigative non di responsabilità accertate.
Le persone ascoltate e i tempi dell'avvelenamento
Le verifiche proseguono anche sulle persone che entrarono in contatto con Antonella nei giorni precedenti all'avvelenamento. In Questura sono state ascoltate diverse persone. Un uomo avrebbe fatto visita ad Antonella il 22 dicembre nel suo studio di Campobasso, condiviso con il marito Gianni Di Vita. Un passaggio temporale ritenuto rilevante perché precede di un giorno il 23 dicembre, indicato come la data più probabile dell'avvelenamento.
È stata ascoltata anche una docente e amica di Gianni Di Vita, già sentita più volte dagli investigatori. Nei mesi scorsi la donna era stata messa a confronto con Di Vita. È stato inoltre sentito un conoscente dell'insegnante, in un'audizione definita di particolare rilievo.
I materiali acquisiti e le domande aperte
Ulteriori accertamenti riguardano il materiale acquisito durante le perquisizioni negli studi professionali e nella nuova abitazione di Gianni Di Vita, tra Campobasso e Pietracatella. Secondo il Tg1, tra gli oggetti figurano un documento che conteneva fotografie delle figlie e appunti di lavoro, e una copia del libro Tiro al piccione di Giose Rimanelli.
Il punto centrale resta capire chi abbia avuto accesso alla ricina, chi possa averla preparata e in che modo il veleno sia arrivato fino alle vittime. E soprattutto stabilire se le ricerche apparse su Reddit abbiano un collegamento con il duplice avvelenamento o rappresentino solo una coincidenza da verificare.
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