La storia del primo giornale che usò la parola mafia
La prima cosa che ci si chiede guardando due puntate dee non in autunno. Sarebbe stata una collocazione più consona per un prodotto cheè qualitativamente al di sopra di molti prodotti che passano sui canali Mediaset. si sente.
Il supervisore artistico ci porta in una Palermo cupa e moderna, dove aleggia l’oscurità di un potere oppressivo. Sembra quasi di guardare unain cui si infilano fatti realmente accaduti. I materiali a disposizioni infatti erano tanti:. Capita di lasciar tracce importanti a chi ha scritto un pezzo di storia del nostro paese.
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