Mena Istafanous, il 26enne che domenica ha ferito tre persone a un distributore di Reggio Emilia, si è suicidato in carcere venerdì 2 ottobre. Era in cura al centro di salute mentale.
Mena Istafanous, il giovane di 26 anni che domenica 27 settembre ha aggredito tre persone a un distributore di benzina in via Martiri di Cervarolo a Reggio Emilia, si è suicidato in carcere. È stato trovato impiccato in cella poco dopo le 20 di venerdì 2 ottobre.
La dinamica dell'aggressione a Reggio Emilia
Intorno alle 19 di domenica 27 settembre, il ragazzo ha colpito con un cacciavite una donna di 57 anni di Scandiano mentre faceva benzina. Poi ha investito due persone, una ragazza di 26 anni e un uomo di 49 anni, che erano accorse per soccorrere la donna. Infine è fuggito.
I feriti non sono in pericolo di vita e la ragazza è già stata dimessa. Nel giro di un'ora, l'aggressore è stato identificato e arrestato grazie alla sinergia tra polizia di Stato, carabinieri e polizia locale.
Il quadro mentale e le accuse
Mena Istafanous era nato a Reggio Emilia da una famiglia di origini egiziane ed era di fede cristiana copta ortodossa. Gli inquirenti hanno escluso sin da subito la matrice del fondamentalismo religioso: nella perquisizione domiciliare non sono emersi elementi riconducibili ad alcuna radicalizzazione.
L'ipotesi più accreditata resta quella legata alla salute mentale. Il ragazzo era in cura al centro di salute mentale e soffriva di manie di persecuzione, come ha raccontato il suo legale il giorno dopo l'arresto.
Nei giorni scorsi, il 26enne era comparso in tribunale davanti al gip Francesco Panchieri, che aveva convalidato l'arresto e disposto il carcere accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Denise Panoutsopoulos. Difeso dall'avvocato di fiducia Franco Beretti, si era avvalso della facoltà di non rispondere. Rispondeva dell'accusa di tentato omicidio aggravato.
Le reazioni della comunità e del sindaco
Il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, aveva commentato l'accaduto definendo l'aggressione grave e inaccettabile. Ha espresso rabbia e costernazione a nome della città, ringraziando le forze dell'ordine per la rapidità dell'intervento e le due persone che hanno prestato soccorso per il loro gesto di generosità e umanità.
Il primo cittadino ha poi aggiunto che episodi come questo non possono e non devono trovare spazio nella comunità, assicurando che continuerà a collaborare con tutte le istituzioni competenti affinché siano garantite la sicurezza dei cittadini e la serenità dei quartieri.
La morte di Mena Istafanous in carcere aggiunge un ulteriore elemento a una vicenda che ha scosso profondamente Reggio Emilia, riaccendendo il dibattito sulla tutela della salute mentale e sulla gestione dei soggetti fragili all'interno degli istituti penitenziari.
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