«Quando esco dal mio camerino, sono Norma Jeane. Sono ancora lei quando la telecamera sta girando. Marilyn Monroe esiste solo sullo schermo»
«Abbiamo lavorato a questo film per ore, ogni singolo giorno per quasi un anno», ha raccontatoin una recente intervista. «Ho letto il romanzo di Joyce, studiato centinaia di fotografie, video, registrazioni audio, film, qualsiasi cosa su cui riuscissi a mettere le mani. Ogni scena è ispirata da una fotografia esistente.
Studiavamo ogni dettaglio della foto e discutevamo su cosa stesse succedendo in quella situazione. La prima domanda era sempre: “Cosa provava Norma Jeane qui?”. Volevamo raccontare il lato umano della sua storia. La fama è ciò che ha reso Marilyn la persona più visibile al mondo, ma ha anche reso Norma la più invisibile».