Rula Jebreal: Al centro degli attentati recenti, «una singola ideologia politica» contro minoranze viste come nemici interni

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Rula Jebreal: Al centro degli attentati recenti, «una singola ideologia politica» contro minoranze viste come nemici interni
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Scrisse la giornalista palestinese Rula Jebreal, che ha osservato il filo rosso fra l’omicidio di Bakari Sako a Taranto, la strage di Modena e l’attentato terroristico alla moschea di San Diego. Secondo Jebreal, in una società globalizzata, le destre suprematiste governative condividono un’unica ideologia politica basandosi sul razzismo omicida che colpisce tante comunità.

«La vera svolta contro estremismi, violenza razziale e radicalizzazione si ottiene con più integrazione, collaborazione e alleanza con le comunità». Rula Jebreal , giornalista e scrittrice italiana di origine palestinese, è esperta di politica internazionale e guarda ai fatti del mondo con un’analisi lucida che incrocia passato e presente.

Dal suo osservatorio, c’è una linea sottile che attraversa i più recenti episodi di cronaca. E così l’omicidio di Bakari Sako a Taranto, la strage di Modena e l’attentato terroristico alla moschea di San Diego «hanno tutti un filo rosso comune».

«Viviamo in una società globalizzata, in cui le destre suprematiste governative condividono un’unica ideologia politica basata sulla criminalizzazione collettiva delle minoranze, viste come il nemico interno. Il razzismo omicida tocca tante comunità. Lunedì erano i musulmani in California, qualche mese fa gli ebrei in Australia. Mentre la politica divide, il multi-culturalismo unisce.

Ad intervenire nell’attentato di Bondi Beach, disarmando il terrorista, è stato Ahmed al-Ahmed, un australiano di origine siriane, musulmano; a Modena, tra coloro che hanno fermato l’aggressore, c’erano Osama Shalaby e Mohammed, padre e figlio di origini egiziane. Penso al bracciante del Mali morto su un marciapiede di Taranto, cacciato dal barista a cui aveva chiesto soccorso. L’indifferenza feroce di fronte alla sofferenza. In una società razzista, la vita di un nero non ha valore».

«Certo, enorme. Il governo italiano fa propaganda e rifiuta d’istituire una commissione d’inchiesta sulla radicalizzazione e sull’odio razziale come quella proposta dall’analista Fabio Nicolucci e prevenire eventuali attacchi futuri». Intanto il vicepremier Salvini, dopo Modena, torna su una proposta sul tavolo da mesi: revoca della cittadinanza agli stranieri che commettono gravi reati.

«Lo stesso ha fatto il governo israeliano, accogliendo la proposta del ministro condannato per terrorismo Ben Gvir e revocando per la prima volta la cittadinanza a due palestinesi israeliani in seguito deportati. Salvini dovrebbe capire che vive in una democrazia e non sotto dittatura militare. La cittadinanza è un diritto, non è una patente che puoi revocare. Cerca disperatamente di recuperare i consensi che gli sta sottraendo Vannacci.

Sta sfruttando come arma politica quello che è accaduto in Emilia-Romagna, ma guarda caso non ha nulla da dire sull’omicidio di Bakari Sako commesso da italiani. Per lui non esiste, così come non esiste la realtà italiana dei braccianti sfruttati come schiavi per raccogliere frutta e verdura. Non si rende conto che le sue proposte sono controproducenti nella lotta all’estremismo.

L’hanno capito persino gli americani quando hanno istituito commissioni per contrastare la radicalizzazione iniziando proprio dall’assumere nell’Fbi agenti della comunità musulmana».

«Sembra evocare il modello israeliano della deportazione su base etnica. La società civile italiana ha ripudiato il modello suprematista israeliano protestando a grandi numeri nelle strade contro il genocidio a Gaza, la pulizia etnica in Cisgiordania e le politiche criminali israeliane.

L’Italia di oggi - che non è rappresentata né nei media né nella politica - è quella dei due egiziani che hanno cercato di disarmare El Koudri, è quella delle badanti che curano i nostri anziani, dei braccianti nei campi, delle migliaia di bambini e studenti nelle nostre scuole. È quella dove uno come Ghali, durante il Covid, canta in piazza Duomo e parla in italiano e in arabo. Le proposte della destra sono antidemocratiche e anti-italiane».

«L’unica strada è l’integrazione. Le minoranze e i nuovi cittadini sono ambasciatori dell’Italia nel mondo e il migliore antidoto alla radicalizzazione. L’estremismo si contrasta anche dall’interno. Penso ai tanti attentatori fermati in tempo proprio perché sono state le loro famiglie a segnalarli.

Bisogna coltivare un rapporto stretto con quelle comunità. Berlusconi l’aveva capito. Organizzava la cena con gli ambasciatori musulmani per celebrare il ramadan. Allo stesso tempo, sottolineava il distacco dall’Islam deviato.

L’Italia non ha mai subito attentati per via del dialogo e del ruolo di mediazione che ha sempre portato avanti con il mondo musulmano».ei è stata una delle prime conduttrici di origine straniera nella storia della televisione italiana. Eppure ritiene ci siano delle esclusioni.

«È mai possibile che in tutti i panel televisivi italiani a parlare di razzismo ci siano solo uomini o donne bianche? Non sanno cosa significa avere la pelle nera, quella pelle che in alcuni contesti diventa condanna a morte. Come è stato a Macerata per mano di Luca Traini. Nei media statunitensi non esiste trasmissione senza la presenza della comunità colpita: ebrei, musulmani, neri, afroamericani.

I giornalisti non dovrebbero renderli ancora più invisibili, ma essere la voce di chi non ha voce. Io stessa appaio spesso sulle tv americane. Ovunque vada c’è sempre una rappresentanza delle minoranze. Trump ha definito noi giornalisti i nemici del popolo e poi ne ha fatti arrestare cinque, di colore.

In risposta i media americani hanno incluso nei dibattiti tv ancora più colleghi afroamericani. È stato un atto di resistenza». Consigli.it sceglie e raccomanda in maniera indipendente prodotti e servizi che si possono acquistare online o tramite la consulenza di esperti. Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link presenti nel testo, Consigli.it riceve una commissione senza alcuna variazione del prezzo finale.

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