«Mio marito è morto davanti a nostra figlia. Mia madre cucinava i tortellini a Federico Fellini. La tv? Mi credevano scema». Ambra Orfei...

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«Mio marito è morto davanti a nostra figlia. Mia madre cucinava i tortellini a Federico Fellini. La tv? Mi credevano scema». Ambra Orfei...
Circo OrfeiFederico Fellini

Per Ambra Orfei crescere in un circo è stato come «vivere nel paese dei...

Per Ambra Orfei crescere in un circo è stato come «vivere nel paese dei balocchi, andavo a dare il pane agli elefanti, giocavo con gli scimpanzé, accarezzavo i leoni.

Sembrava di stare sempre in vacanza». Non si è mai sentita diversa dagli altri bambini racconta al Corriere della Sera. E nemmeno una nomade che viveva in una roulette. Per la precisione Ambra viveva «in tir adibiti ad abitazione.

La mia casa era fatta come un treno, sviluppata per il lungo. Immagini un vagone con tutte le camere in fila, unite poi da un grande salone con una cucina abitabile. Era un quadrilocale ampio, meglio di molte case di oggi». La carriera Ambra a soli 11 anni si è esibita davanti a Papa Paolo VI , a 16 anni era al fianco di Buzzanca nello 'Scatolone', un varietà sul circo.

«Ho il ricordo di un Lando Buzzanca protettivo, come un papà, molto diverso dal canone del merlo maschio che lui rappresentava». Poi il Drive In' «a capo delle ragazze Fast Food c’era Tinì Cansino, io ero alla guida delle Acrobate. Facevo gli stacchetti e avevo le gag comiche con Beruschi, gli facevo da spalla, siamo rimasti amici ancora oggi». Tra le sue esperienze lavorative anche tre anni di Processo di Biscardi.

«Ma con Aldo il rapporto è stato complicato perché era accentratore e maschilista: per lui dovevo solo stare lì a fare da tappezzeria. Avevo una raccolta di lividi sul braccio, perché ogni volta che parlavo mi dava i pizzicotti e mi diceva: “Stai zitta, non parlare”. A me non stava bene fare la figura della muta». Al Corsera racconta che nonostante fosse bella e bionda non era scema.

«Alla prima occhiata venivo letta come la belloccia incapace di fare qualunque cosa, di parlare in modo sensato. Poi si ricredevano». Smettere di fare televisione non è stata una scelta, «è stata la combinazione di una serie di circostanze: la bella tv in cui ero cresciuta non c’era più ed è iniziata l’era dei reality dove venivi trattata come carne da macello». Oggi così organizza eventi.

I drammi Allo storico quotidiano di Via Solferino poi confessa di essere da sola: «Mio marito è morto il giorno di Natale di 4 anni fa per un infarto, davanti a nostra figlia che aveva 7 anni: è stato un dramma». Un altro dramma fu quando suo padre Nando fu costretto a uccidere uno dei suoi leoni.

«Fu una tragedia. Durante uno spettacolo per le scuole a Napoli, ancora non sappiamo come, venne liberato un leone che stava per attaccare i bambini. Mio padre si mise in mezzo e si ritrovò addosso una bestia di 350 chili che gli azzannava un braccio, è caduto a terra e stava per morire soffocato. Mia mamma è riuscita a passargli una pistola e lui ha sparato».

Per questioni anche politiche poi il Circo ha perso il suo fascino.

«È stato raccontato come un luogo dove venivano maltrattati e torturati gli animali, dove prosperavano i loro aguzzini». Poi ancora.

«Quando abbiamo iniziato noi era un altro mondo, il circo era l’unico modo per vedere un animale: non c’era internet, la gente non poteva permettersi di viaggiare con pochi euro come si fa oggi». Oggi «il circo non è morto, si è semplicemente evoluto». I ricordi Un papà che non ha mai maltrattato un animale in tutta la sua vita e che faceva anche cinema: ben tre film con Fellini: «Erano entrambi romagnoli, amavano la stessa cucina.

Quando eravamo a Roma, Federico chiamava mio papà e chiedeva a mia mamma Anita di preparare i tortellini. Poi si presentava a mezzanotte, spesso con gli artisti del suo set: Donald Sutherland, Magali Noël, Anita Ekberg». Poi i ricordi su Moira Orfei, rimasta orfana a otto anni e cresciuta insieme a suo padre.

«Come tutte le primedonne, Moira era molto accentratrice. Era piena di voglia di vivere, eccentrica, colorata, molto simpatica con le persone a cui voleva bene. Ma se gli eri antipatico era faticosa, difficile: aveva un carattere molto particolare». Per questo litigavano tanto, «almeno 200 milioni di volte: si riappacificavano e litigavano di nuovo, anche con l’altra mia zia Liana, la più dotata di tutti».

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