L'azzurro di origini brasiliane debutta dal 1' contro il Lorient visto il forfait di Chevalier e il turno di riposo a Safonov
Da promessa a opportunità, da non mancare. È quella a portata di Renato Marin , l'azzurrino under 19 pronto al grande salto, da titolare tra i pali del Psg per la prima volta in campionato.
Oggi contro il Lorient, tocca dunque all'ex giocatore della Roma difendere la porta dei campioni d'Europa, e dimostrare di aver fatto la scelta giusta la scorsa estate lasciando l'Italia. E di poter anche rispondere alle attese che il club dell'emiro ha riposto in lui. Senza dimenticare che si tratta pure di un'opportunità per scavalcare eventualmente il deludente Chevalier nelle gerarchie di Luis Enrique.
È stato proprio l'infortunio muscolare del francese, costato 55 milioni di euro per prelevarlo dal Lilla e farne l'erede di Donnarumma, a spalancare le porte al 2006, nato a San Paolo ma italiano anche di passaporto calcistico, arrivato a Roma già a 14 anni. Il Psg lo ha voluto fortemente, considerandolo uno dei migliori portieri della sua generazione, sottolineandone fin dalla presentazione la qualità del gioco di piedi, tanto cara a Luis Enrique per sviluppare il suo concetto di calcio totale.
Fino a un paio di giorni fa, Marin era il terzo portiere in rosa, alle spalle anche di Safonov, lasciato oggi a riposo in vista della trasferta cruciale di mercoledì, per la semifinale di ritorno di Champions League sul campo del Bayern Monaco. L'azzurrino è stato promosso automaticamente suo vice con l'indisponibilità di Chevalier, tra l'altro sempre più ai margini del progetto.
Ma non è un regalo del tecnico spagnolo che non ha mai perso l'occasione di sottolineare come fosse pienamente soddisfatto di avere a disposizione “tre portieri di alto livello”, ogni volta che gli è stato chiesto sulla gestione del ruolo dell'estremo difensore. Marin, secondo le indiscrezioni raccolte dal Parisien, era seguito dal d.s. Campos fin dal 2020, quando si trasferì con la famiglia nella capitale italiana.
Per questo il ragazzo, che da bambino giocava pure da difensore a calcetto nel Palmeiras, è stato monitorato in modo costante nell'ultimo quinquennio, per valutarne l'evoluzione nelle giovanili giallorosse, e quella contrattuale. Passando all'offensiva quando si è prospettata la scadenza, trovando così l'accordo già a gennaio dello scorso anno, per bruciare la concorrenza.
Perché, come ricorda sulle pagine del Parisien, Gianluca Falsini, suo allenatore alla Primavera della Roma, “Renato è un gran giocatore, e tecnicamente il tipico portiere brasiliano: solido nel gioco a terra, reattivo e strutturato, che copre bene la porta, talentuoso nelle uscite”. E non dicono il contrario al Psg con cui ha debuttato a dicembre nei 32mi di coppa di Francia, da secondo portiere più giovane nella storia del club.
Semifinalista dell'ultimo campionato europeo U19, prima di arrivare a Parigi, Marin si era allenato 28 volte con la prima squadra della Roma, convocato però una sola volta in panchina, contro le nove da vice con il Psg. Finora aveva seguito a distanza il duello tra Safonov e Chevalier per il ruolo di titolare, con il russo che alla fine è prevalso sul francese.
La qualità dei suoi allenamenti e l'integrazione nello spogliatoio, facilitata dal fatto di parlare quattro lingue, ha convinto Luis Enrique di lanciarlo in prima linea. A dicembre, la sua prestazione era stata convincente, al di là del largo successo per 4-0 contro una squadra di dilettanti. Stavolta il ragazzo dovrà ripetersi in una partita comunque importante per la corsa al titolo, non ancora acquisito, e contro una squadra tra le più brillanti in attacco.
Un esame di maturità per il portiere sotto contratto fino al 2030. Un test che potrebbe servire per valutarne le prospettive future anche a discapito di Chevalier che invece potrebbe dire addio d'estate.
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