La sua parola simbolo è «gentilezza», il suo programma riassumibile in una frase empatica: «La misura di un premier è sapersi confrontare con le ansie del proprio popolo». Ha partorito mentre era in carica (prima leader dopo Benazir Bhutto). Ha sfilato con i gay abbandonando la chiesa mormone da cui proveniva. Ha vietato la vendita di armi dopo la strage terrorista di Christchurh. Ritratto di una donna simbolo in un occidente diviso
A un certo punto di una conferenza stampa molto diversa da quelle autoritarie e paludate a cui siamo abituati, lei ha regalato un largo sorriso e ha ammesso «sì, ho fatto un balletto di felicità» : «Ho mostrato i dati a Neve [la sua bimba], che non poteva capire cosa stesse accadendo, e ci siamo messe a ballare insieme».
Forse vale la pena provare a raccontare un po’ chi sia, questa donna obiettivamente fuori dal comune, probabilmente l’unica leader della nuova generazione – assieme a Justin Trudeau – a risultare davvero interessante, e la cui parabola indichi se non altro una possibilità. Una strada. Ardern usa una parola con cui descrive il suo stile politico: kindness, «gentilezza». «E’ il modo in cui vorrei esser descritta», dice.
A 25 anni Ardern andò a dividere l’appartamento con tre amici gay, e in quel periodo lasciò la chiesa mormone, considerando la sua dottrina omofobica. E’ di quel periodo la sua campagna a favore delle unioni civili. «La vera abilità di una leadership – dice in un discorso parlamentare che le è rimasto cucito addosso – è l’abilità di confrontarsi con le ansie del popolo del proprio tempo. Questa è la misura di un leader».
Frase che comunque detta da lei è parsa più credibile che da uno sconosciuto avvocato di mezza età. La prima battaglia pubblica è stata spiegare «non voglio un paese in cui le donne debbano rispondere a domande sulla loro maternità sul posto di lavoro» . Le chiedevano come può una donna fare il premier e la mamma di una neonata? Ce la farà? Dovrà mettersi in maternità? Jacinda ce l’ha fatta.
La Nuova Zelanda è stata la prima a chiudere i confini per il Covid-19, e così ha avuto pochissime infezioni, e l’11 maggio era già in grado di allentare le misure di lockdown, che oggi scompaiono completamente. Molti industriali la attaccano, per le sue prese di posizione: l’ultima è stata quando Ardern ha detto di essere «arrabbiata» per la decisione dei grandi magazzini Warehouse di tagliare mille posti di lavoro.
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