«Il vero problema del sonno? Non è tuo figlio»: ecco i 5 segreti per essere mamme meno stanche (e più attente)

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«Il vero problema del sonno? Non è tuo figlio»: ecco i 5 segreti per essere mamme meno stanche (e più attente)
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Il tema del sonno infantile, spesso fonte di stress per decine di milioni di famiglie, sta...

Il tema del sonno infantile, spesso fonte di stress per decine di milioni di famiglie, sta vivendo un profondo cambio di paradigma. Tradizionalmente, l'attenzione si è concentrata quasi esclusivamente sul bambino, sulle sue abitudini, rituali e tecniche per farlo addormentare, trascurando tuttavia un elemento centrale: lo stato emotivo e neurologico della madre.

Le neuroscienze moderne evidenziano infatti come, nei primi anni di vita, i bambini non siano in grado di regolare il proprio equilibrio in autonomia, ma lo facciano attraverso quello del genitore. Il sonno come relazione Secondo l'approccio proposto da Chiara Baiguini, educatrice del sonno gentile ed esperta di profili sensoriali, nel suo libro Nati per dormire, il sonno non deve essere visto solo come una questione tecnica, ma come una relazione dinamica che parte proprio dalla mamma.

Baiguini, che guida una community di oltre 170mila persone, invita le madri a spostare lo sguardo dai compiti da svolgere alla propria consapevolezza interiore.

In occasione della Festa della Mamma, l'esperta sottolinea l'importanza per le donne di non annullarsi nella maternità, ma di conoscersi profondamente: «Sapere come funziona il proprio sistema nervoso, riconoscere i segnali di sovraccarico, capire cosa ricarica davvero, sono strumenti che cambiano tutto». 5 consigli pratici per rivoluzionare la notte Per tradurre questa prospettiva in azioni quotidiane, Baiguini suggerisce cinque passaggi fondamentali per ritrovare l'equilibrio serale: 1) Conosci il tuo profilo sensoriale: comprendere come il proprio corpo elabora gli stimoli è fondamentale al fine di smettere di paragonarsi agli altri e capire di cosa si ha bisogno per recuperare.

Una mamma può identificare il proprio profilo osservando come reagisce alla stanchezza: se cerca il silenzio, se ha bisogno di muoversi o se fatica a 'spegnersi' ai risvegli. La nostra reazione determina anche la ricezione, in tal senso, una mamma che fatica a stare in un posto rumoroso, non avrà i medesimi bisogni di un'altra che, invece, necessita di movimento. 2) Cinque minuti prima della nanna: prima di dedicarsi al proprio bel pargolo, la madre dovrebbe compiere piccoli gesti per se stessa, come lavarsi i denti o mettersi il pigiama.

Baiguini spiega che questi atti «mandano al tuo sistema nervoso il segnale che la giornata è finita, permettendo quindi alla tua psiche, e successivamente al tuo corpo di rilassarsi», così facendo si finisce per trasmettere al bambino una qualità di presenza differente, più rilassata, elastica e meno all'erta o, comunque, meno danneggiata dalla fretta di agire. 3) La co-regolazione emotiva: è un passaggio fondamentale quello di ricordare a se stesse che «il tuo respiro lento diventa il suo respiro lento», in una sincronia tipica di chi fa affidamento al proprio genitore per vivere e sopravvivere.

Prendersi cura del proprio stato di calma non è un atto di egoismo, né è negligenza nei riguardi del proprio bimbo, ma si tratta dell'investimento più efficace sul sonno del figlio. 4) Preparare la notte durante il giorno: la stabilità serale dipende anche da quanto si è accumulato durante le ore di luce. Imparare a riconoscere i segnali di sovraccarico durante la giornata è una forma di 'igiene neurologica' necessaria affinché la routine serale funzioni.

Fenomeni come il burnout, l'eccessivo carico di emozioni e simili minano attivamente la possibilità di passare le ultime ore della giornata in uno stato di tranquillità e serenità. 5) Abbandonare il confronto: le differenze nel modo di vivere la notte non dipendono dal carattere, ma da reali diversità neurologiche e da concrete disposizioni biologiche. Smettere di paragonarsi alle altre madri, e più in generale alle altre donne, è il primo passo per comprendere le proprie necessità specifiche e costruire notti più sostenibili per se stesse e non sulla scia di ciò che le altre vorrebbero o fanno.

In conclusione Il proprio sonno dipende prettamente dal modo in cui si vivono le ore diurne: confronti ingiusti e futili, stress accumulato, burnout e sovraccarico emotivo non regolato e lasciato al caso possono attivamente rovinare le notti tanto della madre quanto del pargolo, contribuendo attivamente a trasformare le notti in perenni 'notti bianche'.

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