L’idea dei produttori visto che gran parte del prodotto con l’ultima vendemmia non è stato venduto a causa della chiusura di ristoranti e bar determinata dal Covid.
L’idea dei produttori visto che gran parte del prodotto con l’ultima vendemmia non è stato venduto a causa della chiusura di ristoranti e bar determinata dal CovidI grappoli sono già sulle piante ed entro tre mesi andranno raccolti. Ma nelle cantine non c’è posto: gran parte del vino prodotto con l’ultima vendemmia non è stato venduto a causa della chiusura di ristoranti e bar determinata dal Covid.
Confagricoltura lo ha proposto al governo, ma è in attesa di una “risposta urgente”. In Francia, invece, hanno già deciso tutto. Trentatré distillerie sono state autorizzate a lavorare tre milioni di ettolitri di vino invenduto per realizzare un gel idroalcolico per la pulizia delle mani, un prodotto di cui ci sarà molto bisogno finché la pandemia non sarà debellata. I viticoltori francesi hanno tempo fino al 19 giugno per fare richiesta.
Per la Francia le ultime annate non sono state memorabili. Quella del 2016 è stata rovinata dalla grandine, nel 2017 sono arrivate le gelate, nel 2019 le gelate e la siccità. Nell’ottobre scorso ha complicato la situazione anche la decisione di Trump di applicare dazi del 25% alle importazioni negli Usa: per completare il disastro mancava solo una pandemia. Le vendite di champagne sono crollate del 64% e la maggior parte di ogni tipo di vino è rimasta nelle cantine.
Produrre alcol dal vino non è un processo conveniente: l’etanolo distillato viene infatti a costare, secondo i dati di Assodistil, circa 3 euro al litro, mentre quello prodotto dai cereali costa 50-60 centesimi. Ma una volta trasformato con l’aggiunta di un po’ di sapone in gel per le mani, può essere venduto a 12-14 euro al litro, il prezzo della bottiglia di vino dal quale è stato ricavato.
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