L'intervista a Milan Badelj, una stella del calcio che ha scelto di vivere al di fuori del mondo dei social media. Scopri le sue ragioni, le sue passioni e la sua visione del mondo.
s fida: avete cinque minuti per trovare un calciatore di Serie A che non abbia Instagram e nemmeno Twitter. Difficile. Milan Badelj è un figlio degli anni Ottanta, perché è nato nel 1989 e fa una vita che – quasi – somiglia a quelle di quarant’anni fa: non usa i social.
Come lui, ci sono Marco Sportiello e pochissimi colleghi. La domanda più scontata: perché? 'Perché sto molto bene senza: se si esce e ci si conosce di persona, è meglio. Io non vivo sul telefono, preferisco trovarmi con le persone con cui sto bene, e con loro voglio stare senza telefono. Un’altra cosa: alcune persone sui social riescono a vendersi diverse da come sono. Non mi piace'. Sì, però si può essere autentici e social allo stesso tempo... 'Certo, non sono contrario a prescindere. Anzi, so che chi sa usare i social ha un vantaggio, però io mi farei prendere da cose non sane'. Da che cosa? Gattini, modelle, post sul calcio? 'Calcio e filosofi contemporanei. Su YouTube mi piace ascoltare chi fa ragionamenti ampi, chi spiega perché la società funziona così. Vedo video di Zizek, di Jordan Peterson e so che il telefono me ne proporrebbe di nuovi, all’infinito'. Mai provato a entrare su Instagram? 'Eh no, non ho un profilo da cui cominciare...'. Un consiglio a tutti: come usare il tempo risparmiato allontanandosi dai social? 'Io lo dedico tutto ai miei figli. Giochiamo a Memory, a Monopoli, a calcio, oppure guardiamo le cose di scuola. Ora stiamo leggendo il primo Harry Potter. Se un bimbo vede che la mamma e il papà guardano il telefono invece di stare con loro, penserà che il telefono sia molto importante'. Mai avuto un profilo? 'Ho fatto Viber, ma non sapevo che se apri l’app tutti vengono avvisati. Hanno cominciato a scrivermi tutti, e ho cancellato l’app un minuto dopo'. Ho avuto Facebook. nel 2007. E ho conosciuto mia moglie con Msn Messenger, nel 2008 Facebook? 'L’ho avuto, sarà stato il 2007. E ho conosciuto mia moglie con Msn Messenger, nel 2008'. Questa è incredibile. Allora proviamo a tornare ancora più indietro. Qual è il primo ricordo della vita? 'Credo il funerale della nonna. Avevo 4 anni'. Com’era la famiglia Badelj? 'Una famiglia di lavoratori: mio papà informatico, mia mamma al negozio di fiori. Non eravamo ricchi ma non ci mancava niente, in famiglia c’era tanto amore e un buon esempio: i miei genitori lavoravano da mattina a sera'. C’era un equivalente dei social? 'I videogiochi. Le punizioni più grandi le ho avute quando mi innervosivo giocando a Nba Live 98 o Fifa 2004. Se perdevo, colpivo il computer e venivo punito'. Papà era duro? 'Aveva fatto la guerra civile, era stato ferito. Ha sofferto. Lavorava all’Ibm su tre turni – una settimana il mattino, poi il pomeriggio, poi la notte – ma faticava con la routine'. Parlavate della guerra? 'No, mai. Gli avevano sparato e insomma, non è semplice parlare di queste cose'. E con il calcio, che anni erano? 'Ricordo la mia prima maglia, una rossonera di Weah al Milan. In Croazia, tra i ragazzi, lo sport era l’unica cosa che contava: se facevi altro, venivi un po’ bullizzato. Contavano il calcio, il basket, forse il tennis. Se suonavi la chitarra, potevi essere Keith Richards ma ti guardavano un po’ così'. In Croazia contavano il calcio, il basket, forse il tennis. Se suonavi la chitarra, potevi essere Keith Richards ma ti guardavano un po’ così Come sono i compagni di spogliatoio oggi? Sempre sul telefono? 'Sono bravissimi ragazzi, educati, si vede che sono andati a scuola, però c’è tanta distanza con noi. Maggiore di quella che c’era 15-20 anni fa tra noi e i vecchi dello spogliatoio'. Un esempio? 'A 18 anni io e il migliore amico giocavamo alla Dinamo Zagabria. Un giorno eravamo in doccia, c’era un’apertura sopra la porta e un compagno da sopra ci ha buttato un secchio di acqua ghiacciata. Oggi queste cose non si fanno più, perché ai ragazzi non viene in mente. Sono impegnati a scrollare. Prima si litigava di più ma si stava anche di più insieme. Lo spogliatoio era simile a una famiglia. E poi i calciatori erano leggende. Ora tutti vedono che cosa hai mangiato, ogni giorno, e così sei meno idealizzato'. Trenta anni fa c’erano anche più giocatori alternativi. 'Sì, perché avevi più libertà di esprimerti. Magari da ragazzo non vuoi essere preso in giro sui social e finisci per essere standardizzato'. Come si fa con i figli? 'Non è facile. Ho un figlio di sei anni e mezzo e una figlia di due e mezzo, so che chi non ha il telefono viene visto come uno strano. Non sono contrario a prescindere, mi basterebbe se mio figlio ragionasse così: 'so usare telefono e social, ora valuto se averli'. Quando vedo che sono ricettivi, cerco di far capire l’importanza di stare con le persone e divertirsi, do più importanza alle attività all’aria aperta. Anche io cerco di fare cose diverse, sono stato a teatro a vedere Peter Pan, oppure allo Schiaccianoci. Se capita, vado alla Scala'. Alt. Quanti calciatori vanno alla Scala? 'Nessuno, ma nessuno ha Martina. Mia moglie è pianista e grazie a lei ora mi interessa guardare, leggere, sentire, ascoltare, capire perché Mozart o Brahms hanno vissuto così. Poi è chiaro, la Bohème e la Traviata mi piacciono meno perché le capisco meno'. C’è un allenatore con cui capitava di parlare di questo, o almeno di vita? 'Stefano Pioli. Con lui i pensieri arrivavano da soli. Anche ora, quando lo sento, è come parlare con i miei amici'. Un’ultima offerta. In cambio del 30% in più di stipendio, è obbligatorio usare i social. Affare fatto? 'No no, rifiuto. Ma a vent’anni, forse, avrei accettato'.
TECNOLOGIA SOCIETA CALCIO SOCIAL MEDIA AUTEINTICITÀ FILOSOFIA MUSICA CLASSICA
Italia Ultime Notizie, Italia Notizie
Similar News:Puoi anche leggere notizie simili a questa che abbiamo raccolto da altre fonti di notizie.
Genoa, Badelj dopo l'intervallo: 'Non il primo tempo sperato, alziamo il baricentro'Il centrocampista del Genoa Milan Badelj ha parlato ai microfoni di DAZN, poco prima dell'inizio della ripresa del match contro il Milan. Cosa dovrete fare nel secondo tempo? 'Dobbiamo alzare il baric
Leggi di più »
Milan, gli intoccabili di Fonseca: Fofana diga Milan e per Reijnders rinnovo anti Real MadridNel Milan di Fonseca ci sono 'gli intoccabili'. Li definisce così La Gazzetta dello Sport riferendosi a Reijnders e Fofana. Sono loro infatti i calciatori di movimento più utilizzati dal tecnico por
Leggi di più »
Gol Velocissimo di Badelj: Genoa Sconfigge EmpoliMilan Badelj segna il gol più veloce in avvio di ripresa per il Genoa in Serie A, contribuendo alla vittoria contro l'Empoli in un match cruciale per la salvezza.
Leggi di più »
Juventus-Milan 1-2: Il Milan si qualifica per la finale di SupercoppaIl Milan supera la Juventus 2-1 nella seconda semifinale di Supercoppa Italiana. Gli highlights della partita.
Leggi di più »
Milan Anti-Inter: Similitudes con il Milan Anti-JuveAnalisi del possibile modulo di gioco del Milan nell'anticipo di Coppa del Mondo per Club contro l'Inter. Si evidenzia la possibile presenza di Leao in panchina e l'utilizzo di Jimenez a destra.
Leggi di più »
Milan, Oettle: 'In questo momento tifosi arabi più caldi verso il Milan di quelli italiani'L'articolo analizza le ultime notizie sul calcio italiano, concentrandosi sul mercato del Milan e sull'impatto dell'arrivo di Conceicao.
Leggi di più »
